Le Cicatrici dell’Anima Fotografate da Richard Johnson [Fotogallery]

Ci sono ferite che non si vedono, sono le ferite dell’anima.

Quelle che sono in profondità, quelle che non emergono, che rimangono nascoste e logorano dal dentro. Queste ferite sono spesso il risultato di parole che vengono dette con troppa superficialità, parole che tagliano peggio di coltelli.

Il fotografo Richard Johnson ha voluto fotografare queste ferite e raccoglierle in un progetto chiamato  “Weapon of Choice”.

“Negro”

Cicatrici invisibili, lividi, sfregi che diventano visibili, che raccontano di abusi verbali che mostrano al mondo quanto fanno male.

La violenza è uno dei problemi più importanti delle società di oggi. Ecco perché Richard Johnson ha deciso di creare un progetto di sensibilizzazione per le vittime di abusi. Il progetto è stato concepito per fornire una dimostrazione visiva del potere dell’abuso verbale, ed è destinato a provocare discussioni sui problemi della violenza domestica, degli abusi sui minori e sul bullismo.

“Errore”

Nelle fotografie le vittime di abusi emotivi, sessuali e verbali sono raffigurate con le etichette lanciategli contro, parole come come “stupido”, “inutile” e “errore” scritte sui loro volti o sui loro corpi, un make-up che oltre a simulare cicatrici e ferite rappresentano anche i lividi, quelli che si espandono intorno oltre alla ferita. 

“Spazzatura”

L’idea dietro il Weapon of Choice progetto era quello di creare una rappresentazione visiva del danno emotivo che le parole possono fare. Truccatori di fama mondiale, e professionisti del make-up hanno generosamente donato il loro tempo al progetto. Gli artisti hanno applicato il trucco ad ogni partecipante come per simulare un infortunio, e la parola offensiva scelta dal partecipante è stata incorporata nel trucco.

“Stupida”

Il nome “Weapon of Choice” è stato scelto perché l’aggressore fa una scelta quando decide di fare male usando le parole come un’arma. Ad ogni partecipante a questo progetto è stata presentata una lista di parole offensive e sono stati invitati a scegliere una parola che per loro avesse un significato. All’inizio erano solo parole di una lista, ma appena ogni partecipante ha scelto la sua parola, quella parola che sarebbe stata poi dipinta sul loro corpo e catturata in una fotografia, quelle parole hanno iniziato ad assumere un significato più grande.

“Sgualdrina”

Richard Johnson spera che il suo progetto farà visualizzare meglio a tutti come le parole abbiano il potere di infliggere traumi agli altri, come per dare voce alle persone che hanno subito abusi. 

“Indegno”

Costringendo gli spettatori a riconoscere un problema che spesso passa inosservato o viene semplicemente messo da parte, uno specchio della società che rivela la triste realtà. Ciò che rende questo progetto particolarmente significativo per Richard Johnson è il fatto che egli ha sperimentato l’abuso fisico ed emotivo nel suo passato.

Per vedere le sue foto, e leggere le relative storie potete visitare il sito del progetto -> http://hurtwords.com/

“Stupido”

“Figa”

“Deficiente”

“Gay”

“Ritardata”

“Cicciona”

“Puttana”

“Monello” e “Inutile”

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 21/05/2014
Categoria/e: Gallerie Fotografiche, Notizie, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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