Il Gelsomino: Una Pianta dai Mille Segreti

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❝La leggenda del gelsomino di M. Tibaldi
La notte in cui il Bambino nacque a Betlemme, nevicava e faceva un freddo terribile. Il divino Fanciullo si era addormentato di un sonno soave.
Ad un tratto, una raffica di vento impetuoso investì la capanna e la porta mal connessa, si spalancò
d’improvviso. Una folata d’arai gelida e di neve entrò nella stalla…. subito San Giuseppe corse a richiudere la porta. Ma un fiocco di neve si era posatosulla fronte del Bambino Gesù. 
Temendo che Egli si destasse la Madonna si chinò su di lui e, con un dolce bacio, tolse dalla fronte il bianco fiocco.
Miracolo! Esso non si disciolse al calore delle labbra ma si trasformò in un piccolo fiore dal profumo intenso e dai petali candidi. 
Il gelsomino era sbocciato dal bacio della Madonna sulla fronte del Bambino Gesù.❞
Questa pianta rampicante dal profumo inebriante ha anche diverse qualità che possono tornare utili al nostro corpo. La pianta è di facile coltivazione, cresce addirittura spontanea in Sicilia e resiste anche alle basse temperature, fino a -5 gradi non ha bisogno di venire coperta, ama il sole ma non sopporta il vento.
Ci sono molte specie di gelsomino, e fioriscono in diversi periodi, alcune anche in inverno, ma la maggior parte fiorisce dall’inizio della primavera ad autunno inoltrato.
Una leggenda narra che il gelsomino fu importato in Italia da Cosimo I De Medici detto “Gran Diavolo”, nel 1500; si dice che lui fosse innamorato di questo fiore al punto di voler essere l’unico possessore, e così ordinò ai suoi giardinieri di non regalarne a nessuno e di riprodurlo in molti esemplari. I giardinieri eseguirono l’ordine del loro signore fino a quando uno di loro regalò un rametto alla sua fidanzata, che volendolo fare durare di più, lo mise in piena terra; il rametto rimase verde a lungo, e la primavera dopo vegetò e mise nuovi fiori.
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I fiori di questa pianta hanno svariate proprietà, infatti vengono usati come sedativo, agiscono sull’attività celebrale e psichica, rendono il carattere più fermo e costruttivo, antidepressivo, afrodisiaco, rilassante, sedativo, cicatrizzante, antispastico e tonico uterino. Infatti il profumo di gelsomino si dice sia euforizzante e stimoli direttamente l’ipotalamo a produrre l’enkefalina, una sostanza che inibisce il dolore e procura uno stato di benessere e di felicità. Viene anche usato per facilitare il parto e nei casi di confusione mentale e shock.
Il gelsomino bianco significa amabilità e sensualità, mentre il gelsomino giallo è segno di felicità e si regala dopo una notte d’amore.
Se volete provare a farvi in casa un oleolito di gelsomino da spalmare sulla pelle secca potete riempire un vaso di vetro o ceramica con i fiori bianchi appena raccolti, facendo attenzione che non si ossidino e diventino scuri. poi vanno pressati leggermente e ricoperti di olio vegetale, meglio un olio leggero come olio di girasole o di vinacciolo.
Mettetene fino a coprire interamente i fiori e chiudete bene. Lasciate macerare per un paio di settimane, magari aggiungendo dei fiori nuovi ogni tanto e togliendone un po’ di quelli vecchi.
Finito il tempo di macerazione filtrate l’olio schiacciando bene i fiori attraverso un colino a trama fine. l’olio va conservato al buio e ben chiuso, meglio al fresco facendo attenzione che non diventi rancido. Usato sulla pelle le donerà morbidezza e una profumazione inebriante.
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Potete provare anche a fare uno sciroppo per la tosse che può essere anche allungato per farne delle bevande dissetanti.
In una pentola fate bollire 4 parti di acqua e 3 di zucchero in modo da avere uno sciroppo, lasciate raffreddare e unite 3 parti di fiori di gelsomino appena raccolti, prima che si scuriscano. far cuocere per almeno mezz’ora a fuoco basso, senza mai far sobbollire.
Dopo di ché spegnere e lasciare riposare per una notte.
Al mattino filtrare bene il tutto e spremere i fiori attraverso un filtro di garza. Conservare in un vasetto chiuso e in frigo.
Famoso è anche il tè al gelsomino, diffuso in Cina già migliaia di anni fa. La tecnica di produzione consiste nell’aggiungere al tè già essiccato dei boccioli di gelsomino freschi durante la notte, così che ne assorba l’aroma. Il processo deve essere ripetuto diverse volte, in seguito il tè deve essere essiccato nuovamente per rimuovere l’umidità raccolta dai boccioli freschi, i quali si possono togliere o lasciare per conferire un aspetto particolare. Questo tè è buono così, senza dolcificanti, latte o limone.

Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 21/05/2014
Categoria/e: Cura della Persona, Informazione, Mondo Biologico, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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