Bicitalia, tutte le mappe per il cicloturismo in Italia

Spostarsi in bicicletta è senza dubbio alla base della mobilità sostenibile, per non parlare della praticità legata al suo utilizzo. Inoltre, consente di risparmiare denaro, di ridurre l’inquinamento e di mantenersi in esercizio fisico, aspetto molto importante per la nostra salute.

E allora ecco che, per rispondere alle esigenze di tutti gli amanti della bicicletta, a fini prevalentemente ricreativi e turistici, nasce un progetto davvero interessante: si chiama Bicitalia, ed è un portale che offre una serie di mappe della rete cicloturistica d’Italia.

Questo progetto è stato realizzato grazie ad una collaborazione con la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e al Ministero dell’Ambiente.

La bicicletta è uno strumento tanto bello quanto vulnerabile e, pertanto, necessita di livelli di scurezza tali da consentire la pratica del cicloturismo a chiunque possieda una bicicletta, magari con famiglia e non solo a chi già coltiva una spiccata passione per l’attività ciclistica.

Anche le caratteristiche tecniche dell’infrastruttura (come ampiezza, pavimentazione, pendenza) e l’attrattività turistica del percorso sono decisive per il successo di un itinerario cicloturistico.

I percorsi ciclabili devono pertanto avere requisiti di qualità che si possono ritrovare nelle linee guida elaborate da FIAB.

Gli itinerari proposti su Bicitalia sono ad uso della bicicletta di dimensione sovraregionale o di collegamento con i Paesi confinanti. Non sono pertanto considerati, se non sono integrati nella rete nazionale, gli itinerari ciclabili di dimensione regionale o, più frequentemente, provinciale che pure possono essere di grande interesse e qualità come ad esempio le reti provinciali di Torino, Trento e Bolzano, Modena, Lodi, Brescia, Milano, Parma, Pisa e, forse la prima in Italia ad intraprendere questa strada, Mantova.

Bicitalia, nella presentazione del suo progetto, ci spiega quale sono le ragioni per cui una rete ciclabile nazionale ha ragioni d’esistere:

TRASPORTISTICA. Una rete nazionale rappresenterebbe l’aspetto più spettacolare e immaginifico per la diffusione dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto pulito e sostenibile. L’idea di una serie di corridoi liberi dal traffico rappresenta infatti una ventata d’aria fresca nel panorama di sviluppo dei trasporti dove piovono i progetti per il potenziamento delle infrastrutture pesanti, siano esse strada, ferrovia o navigazione. Una rete di mobilità lenta deve avere piena dignità nella pianificazione trasportistica come garanzia di approcci sostenibili al problema degli spostamenti. Inoltre le reti dovrebbero penetrare nelle città, con la duplice funzione di messaggio di qualità ambientale e di concreta realizzazione per una mobilità dolce.

TURISTICA. Ovvero per un turismo che sempre più deve considerare, al proprio interno, approcci sostenibili per evitare che il turista distrugga con le proprie mani (leggi ruote e ali) ciò che lo muove. Da questo punto di vista è urgente che l’Italia, il primo produttore di biciclette in Europa e tra i primi ad avere come risorsa il turismo, si dia una politica per lo sviluppo del turismo in bici che tra l’altro è già fortemente praticato da forestieri, Nordamericani in testa.

CONSERVAZIONE DEL TERRITORIO. Questo è un altro importante aspetto, perché lo sviluppo di una rete ciclabile (ciclopedonale) poggia prevalentemente sul recupero di viabilità minore esistente o potenziale. Ecco che allora la manutenzione idraulica di argini di fiumi e canali può diventare con pochissima spesa la realizzazione di una ciclovia, così pure il recupero di sedimi di linee ferroviarie dismesse, con il riutilizzo e la conservazione del loro corredo di manufatti, caselli e stazioni. La valorizzazione estesa di strade vicinali e interpoderali può essere perseguita vincolandole ad un uso dolce con specifici accordi con i frontisti. Preziosissimo è spesso anche il mantenimento e la destinazione al traffico lento di reliquati stradali dismessi a seguito della realizzazione di nuove arterie stradali (molto spesso la preesistente viabilità consente di evitare lunghe gallerie improponibili al traffico ciclistico.

ECONOMIE LOCALI. Sviluppo di economie su piccola scala nei territori attraversati dalle ciclovie. L’ospitalità, il ristoro, l’assistenza tecnica, l’accompagnamento di gruppi, un’ editoria (mappe e guide) specializzata traggono beneficio dallo sviluppo (davvero sostenibile) di una rete come quella da noi proposta. In realtà la piccola scala potrebbe diventare anche qualcosa di più, come la realtà austriaca dimostra, dove si stima che almeno il 20% dei visitatori stranieri ha usato la bicicletta per la scoperta del territorio.

INTERMODALITA’. La rete nazionale contribuirebbe alla valorizzazione della intermodalità di trasporto: su tutte la formula treno+ bici che la FIAB da anni cerca di implementare con le FS, ma che sembrerebbe da alcuni recenti segnali (aumento delle tariffe e soprattutto riduzione del servizio) non godere più della adeguata attenzione da parte delle direzioni FS. Sono già operative inoltre alcune piccole compagnie che offrono viaggi bici + barca sul Po. Diversi operatori di autolinee (Verona, Cesena, Reggio Emilia) hanno cominciato a proporre la formula bici + bus attraverso l’utilizzo di un apposito carrello a rimorchio per le biciclette.

In altre parole, non dovrebbero sfuggire a nessuno i benefici risvolti turistici, ambientali, trasportistici e, perché no, di salutare esercizio fisico, dalla creazione di una vera rete ciclabile nazionale.

Infine, come si può constatare nell’esperienza dei paesi europei in cui il turismo ciclistico è più sviluppato, la pianificazione e l’implementazione di una rete nazionale supporta e dà vigore anche alle reti di rango inferiore e agli itinerari locali.

Rappresentando la rete nazionale una forte e qualificata attrattiva turistica veicolando la suggestione del grande viaggio in bicicletta porterà nuova e qualificata utenza anche a tutti i territori che vorranno e sapranno agganciarsi alle grandi dorsali con le loro specifiche risorse turistiche.

(clicca sull’immagine per ingrandirla)

Ecco l’elenco degli itinerari illustrati della rete Bicitalia:

Ciclopista del Sole: dal Brennero a Santa Teresa di Gallura. Regioni attraversate: Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna,Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Ciclovia del Po: dalla sorgente al delta. Regioni attraversate: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto.

Ciclovia Francigena: da Como a Brindisi. Regioni attraversate: Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia.

Le Ciclovie dei Fiumi del Triveneto: percorsi lungo il corso dei fiumi Adige, Brenta, Livenza, Sile, Piave, Tagliamento e Isonzo. Regioni attraversate: Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.

Ciclovia Romea: da Tarvisio a Roma. Regioni attraversate: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio.

Ciclovia Adriatica: da Trieste a Santa Maria di Leuca. Regioni attraversate: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia.

Ciclovia Romagna Versilia: da Rimini a Viareggio. Regioni attraversate: Emilia Romagna, Toscana.

Ciclovia Conero Argentario: dal Monte Conero all’argentario: Regioni attraversate: Marche, Umbria, Toscana.

Ciclovia Salaria: da Roma a San Benedetto del Tronto. Regioni attraversate: Lazio, Marche.

Ciclovia dei Borboni: da Bari a Napoli. Regioni attraversate: Puglia, Basilicata, Campania.

Ciclovia degli Appennini: dal Colle di Cadibona a Reggio Calabria. Regioni attraversate: Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzi, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria.

Ciclovia Pedemontana Alpina: da Trieste a Savona. Regioni attraversate: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria.

Ciclovia dei Tratturi: da Vasto a Gaeta. Regioni attraversate: Abruzzo, Molise, Lazio, Campania.

Ciclovia dei Tre Mari: da Otranto a Sapri. Regioni attraversate: Puglia, Basilicata, Campania.

Ciclovia Svizzera Mare: da Locarno a Ventimiglia. Regioni attraversate: Piemonte, Liguria.

Ciclovia Tirrenica: da Verona a Roma. Regioni attraversate: Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio.

Ciclovia dell’Adda: dallo Stelvio a Cremona. Regioni attraversate: Piemonte.

Fano Grosseto: da Fano a Grosseto. Regioni attraversate: Marche, Umbria, Toscana.

Non solo. Il portale, infatti, è integrato con il servizio Albergabici, un portale che ha l’obiettivo di segnalare le strutture idonee ai ciclisti, con lo scopo di mettere in rete utili informazioni, altrimenti difficilmente reperibili, per chi viaggia in bicicletta o semplicemente intende effettuare alcune escursioni nei dintorni del suo luogo di vacanza.

Si può scoprire, tra l’altro, se nella tal città è segnalato un albergo che ha un riparo coperto e sicuro per le proprie bici, o se dispone di una piccola officina o di un noleggio biciclette, dove per i ciclisti ci sono menù rinforzati o guide a disposizione, la distanza stazione ferroviaria e, non da ultimo, se si trova una struttura che offre sconti o servizi particolari per i soci FIAB.

Per tutte le informazioni relative agli itinerai e ai servizi offerti da Bicitalia potete consultare l’apposito sito cliccando qui.

[Fonte: www.bicitalia.org]

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Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 20/05/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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