Intervista a Francesco Gesualdi: fondatore del CNMS

Abbiamo scritto di recente un articolo che descriveva brevemente le caratteristiche del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Abbiamo ora l’onore di conoscere maggiormente questa realtà mediante le parole del suo fondatore, Francesco Gesualdi.

1) Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo è in concreto l’unione di tre famiglie che vivono insieme dalla fine degli anni ’70 : qual è lo scopo del vostro Centro?

Il nostro scopo è vivere il meglio possibile la nostra dimensione familiare in un’ottica sociale, politica, ambientale. Ci siamo messi insieme perchè abbiamo constatato che unendo le forze si affrontano meglio certi impegni. Da un punto di vista logistico ogni famiglia dispone di propri spazi abitativi e di autonomia economica, ma nel contempo condividiamo spazi, servizi e soprattutto il progetto che comprende un impegno di accoglienza, di impegno politico, di stile di vita orientato alla sostenibilità.

2) La convivenza di tre nuclei familiari è sempre stato facile oppure avete avuto delle difficoltà?

Ogni tipo di convivenza comporta vantaggi e difficoltà. Lo si sperimenta anche a livello familiare, figurarsi a livello interfamiliare. Ma proprio perchè siamo consapevoli delle difficoltà che possono scaturire dalla convivenza, abbiamo scelto una formula che esalta i vantaggi e riduce le difficoltà. Per questo motivo, ad esempio, non abbiamo fatto la scelta di totale vita in comune, ma di ampi tratti di condivisione. Oltre a questo, ci ha aiutato molto  la chiarezza iniziale del progetto: prima di partire ci siamo confrontati a lungo sulle finalità che ci ponevamo e le modalità per raggiungerle. Nella soluzione dei piccoli problemi di relazione quotidiana, ci avvaliamo,come tutti, del buon senso, della tolleranza, dell’amicizia, della fiducia.

3) Siete impegnati sul fronte dell’affidamento: perchè avete scelto questa strada?

Per quanto riguarda l’accoglienza siamo partiti con l’affido di minori perchè era la scelta più facile che potessimo compiere come famiglie. Avevamo già i nostri figli e non era un grande sforzo accogliere altri bambini. Oggi che ormai siamo nonni, ci stiamo orientando verso altre forme di accoglienza come quella di immigrati.

4) Affermate che ” concepite il sapere solo se è orientato all’azione”: quali sono le azioni a livello personale e quelle a livello sociale che mettete in atto per essere coerenti con i vostri ideali?

Il nostro impegno va da quello più quotidiano orientato al consumo critico, all’autoproduzione di ortaggi e legna (facilitato dal fatto che abitiamo in campagna), a quello più politico che consiste in varie attività. Fra le più importanti quella di ricerca sul comportamento delle imprese che sfocia nella pubblicazione di strumenti di informazione come la Guida al consumo critico, e il sito internet www.impreseallasbarra.org. Partecipiamo anche a campagne di pressione, come la Campagna abiti puliti, che si pone lo scopo di stimolare le imprese del settore abbigliamento e calzaturiero ad approvvigionarsi da fornitori che rispettano  i diritti dei lavoratori.

5) Cosa può fare ogni persona per contribuire ad un mondo più giusto?

Prima di tutto deve informarsi perchè la consapevolezza è la base di qualsiasi comportamento responsabile. Ovviamente l’informazione stessa deve essere critica e plurale perchè solo così si possono ottenere informazioni veritiere che ci aiutano bene ad interpretare i fatti. Dopo di che bisogna avere la capacità di compiere gesti coerenti nell’ambito del consumo, del risparmio, della mobilità, in una parola degli stili di vita. La coerenza aiuta gli altri a mettersi in discussione e forza il sistema a cambiare. La non collaborazione è un principio cardine della strategia di cambiamento. Inoltre bisogna partecipare alla vita comune locale, nazionale e internazionale in modo da influire sulle grandi scelte che determinano il volto della nostra società e che segnano il  nostro futuro.

6) Cosa pensate della vostra esperienza e delle vostre vostre attività in questi anni?

Pensiamo che  ne ha valso la pena. Abbiamo avuto la conferma che la nostra proposta di vita è buona ancora prima che per gli altri per noi stessi, perchè vivere in una situazione con ampi spazi comuni e molti momenti di condivisione ci fa stare meglio che negli appartamenti angusti delle città dove la solitudine la fa da padrona. Pensiamo anche che le nostre proposte di impegno a partire dai gesti quotidiani abbiano dato nel segno ricordandoci che i sistemi stanno in piedi non solo perchè esiste un vertice che pianifica, ma anche una base che attua. Se la base comincia ad usare la testa e prima di aderire a qualsiasi invito si confronta con i propri valori, le scelte oppressive non hanno futuro perchè non esiste chi le attua.

7) Volete aggiungere qualcosa?

I cambiamenti esigono tempi lunghi e non dobbiamo deprimerci se gli insuccessi superano le conquiste. La storia la costruiamo insieme agli altri ed è naturale che ci voglia tempo per convincere milioni di  persone. Ma se siamo convinti di essere dalla parte della ragione dobbiamo insistere, sapendo che la verità si fa strada da sola.

Vi ringraziamo per la disponibilità all’intervista e perchè, grazie alle vostre guide di informazione per i consumatori, abbiamo realmente compreso che possiamo fare tanto con poco ogni momento della nostra giornata!

 

 

Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 03/08/2011
Categoria/e: Interviste, Mondo Equosolidale, Primo piano.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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