Allarme Poliomelite: ma è davvero così?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha decretato l’allerta a livello mondiale per la diffusione della poliomelite.

Ma in cosa consiste questa malattia? Si legge su wikipedia:

La poliomielite, spesso chiamata polio o paralisi infantile, è una malattia acuta, virale, altamente contagiosa che si diffonde da individuo a individuo principalmente per via oro-fecale. Il termine deriva dal greco poliós (πολιός), che significa “grigio”, myelós(μυελός), che si riferisce a midollo spinale, e il suffisso -itis, che indica l’infiammazione.

Sebbene circa il 90% delle infezioni da polio non causino sintomi, gli individui affetti possono presentare una serie di condizioni se il virus entra nella circolazione sanguigna. In circa l’1% dei casi, il virus penetra nel sistema nervoso centrale, dove colpisce di preferenza i neuroni motori, portando a debolezza muscolare e paralisi flaccida acuta. A seconda dei nervi coinvolti, possono presentarsi diversi tipi di paralisi.

Una delle prime vaccinazioni che vengono sottoposte ai neonati include il vaccino per la poliomelite.

I giornali di tutto il mondo hanno scritto articoli su questo allarme e continuano a diffondere il più possibile questo annuncio dell’OMS.

Noi vogliamo riportare la posizione del dott. Serravalle Eugenio, medico e chirurgo, specializzato in Pediatria Preventiva e Puericultura e Patologia, diplomato in Omeopatia Classica. Famoso per le sue pubblicazioni e le sue conferenze. Egli ha infatti scritto i due libri intitolati “Bambini super-vaccinati” e “Tutto quello che occorre sapere prima di vaccinare il proprio bambino”. E’ un medico controcorrente che racconta la propria esperienza pediatrica nel blog www.eugenioserravalle.com.

In seguito a questo allarme sulla diffusione della poliomelite egli ha voluto diffondere una riflessione tramite la sua fanpage di Facebook che vogliamo riportarvi.

Per la seconda volta nella sua storia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità decreta una condizione di emergenza di Sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern PHEIC) a causa della recrudescenza della poliomielite. Simile procedura era stata avviata nel corso della “pandemia” dell’influenza suina. Sono lontani, leggendo il comunicato, i toni trionfalistici che annunciavano l’eradicazione della poliomielite, obiettivo spesso rimandato negli anni, e ora previsto per il 2015: si torna a parlare di possibile diffusione planetaria della malattia, si lancia un allerta globale sulla base di dati che vogliamo condividere.

Nel 2013 i casi totali di polio sono stati 417 in una popolazione mondiale di circa 7 miliardi e 300 milioni di individui. Quest’anno, paragonando i dati allo stesso periodo dell’anno precedente, si è registrato un incremento dei casi segnalati in Pakistan (da 6 a 54), in Afghanistan (da 2 a 3) e una riduzione (da 16 a 2) in Nigeria. Questi sono i tre paesi dove la malattia è endemica (cioè dove sono segnalati casi ogni anno). Nei Paesi dove la malattia è epidemica (significa che per diversi anni non ci sono casi di malattia, e poi avviene un’epidemia) si è passati da 0 casi a 9 (3 in Guinea Equatoriale, 1 in Iraq, 3 in Cameroon, 1 in Siria, 1 in Somalia). Non possiamo non rilevare l’esiguità, a oggi, del numero dei casi, concordando sull’opportunità di attuare tutte le misure di controllo della situazione, monitorando l’andamento della malattia e fornendo informazioni adeguate a riguardo.

L’OMS ritiene opportuno istituire un coordinamento internazionale per monitorare l’andamento della malattia, noi riproponiamo le richieste di avere dati esaurienti e completi per evitare i dubbi e le perplessità generate da quanto accaduto durante la proclamazione di pandemia nel corso dell’influenza H1N1.
L’ultima considerazione è sui numeri della diffusione di questa patologia, che appaiono irrisori difronte all’aumento delle patologie croniche-degenerative tra i bambini. Registriamo in tutti i Paesi un incremento delle manifestazioni allergiche e delle patologie autoimmuni tra i bambini. L’autismo negli USA colpisce 1 bambino su 68 nei primi 8 anni di età. Significa che solo in quella nazione ci sono circa 600.000 bambini autistici. Questa epidemia merita misure urgenti per comprenderne le cause, ridurne la portata, trovare soluzioni terapeutiche.

Le parole del dottor Serravalle fanno sicuramente riflettere…

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Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 09/05/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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