La pubblicità pro-vivisezione

Gli animalisti fanno paura, fanno tanta paura al punto che i vivisezionisti devono fare pubblicità al loro atroce programma di morte per toccare l’emotività della gente. Un’organizzazione globale di ricerca biomedica ha promosso una campagna pubblicitaria dove su di un cartellone è rappresentata una cavia che “dice” ad una bambina “Un giorno potrei salvare la tua vita”.

La campagna è portata avanti da una fondazione internazionale chiamata Foundation for Biomedical Research (FBR) con il contributo economico di case farmaceutiche, centri di ricerca e allevamenti di animali da laboratorio.

“I nostri nuovi tabelloni spiegano che la ricerca sugli animali è essenziale per le cure mediche, per i trattamenti e per le terapie a cui tutti noi, compresi i nostri figli, ci affidiamo. Senza la ricerca sugli animali, i medicinali e i trattamenti che abbiamo ora non esisterebbero e non sarebbero state sviluppate nuove cure,” ha dichiarato Paul McKellips, presidente di FBR Media. “Senza ricerca con modelli animali, in particolare i roditori, non possiamo scoprire nuove cure per molte malattie che minacciano le nostre vite, compreso il cancro, HIV/AIDS, l’Alzheimer, diabete, paralisi, autismo, malattie cardiache, fibrosi cistica, Parkinson e malaria.”

Questo slogan pubblicitario si basa sull’emotività che viene sviluppata dalla bambina che potrebbe ammalarsi e che una cavia potrebbe salvarla, una condizione che impressiona molto il pubblico che spesso non conosce l’inutilità della vivisezione.

Purtroppo non c’è nessuna proposta di legge, al momento, che vieti la sperimentazione animale: l’art.14 in discussione al Senato è volto principalmente a limitare le sofferenze nell’animale, a implementare la diffusione dei metodi alternativi e ad avere una ricerca più trasparente grazie a rigidi controlli e sanzioni.

 

Valeria Bonora

avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 17/04/2012
Categoria/e: Animalismo, Primo piano, Vivisezione.

Eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, ama l’arte in ogni sua forma e gli animali. Le piace leggere e scrivere ma soprattutto comunicare e trasmettere “qualcosa”. “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” [Antoine de Saint- Exupéry]

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