Uova di Pasqua: divieto assoluto per i nostri amici cani

I pet, gli animali da compagnia, i nostri fedeli compagni di vita, umanizzarli a volte è inevitabile, ma spesso, non è la cosa migliore. Il rapporto tra essere umano ed animale è antico e fondamentale, ha dei lati meravigliosi che sfociano nell’accudimento, reciproco perché non si potrebbe dire altrimenti e chiunque abbia la fortuna di avere un quadrupede accanto sa a cosa mi riferisco e nell’etica della cura, ma è basilare che questa relazione si regga sul rispetto delle differenze reciproche, nella convinzione che è proprio grazie a queste differenze che ci si arricchisce e si interagisce.

A Pasqua l’invasione di cioccolato che arriva nelle nostre case ci invoglia spesso a voler condividere la cioccolata con i nostri cani, ma è dannosissimo per la loro salute. Non si tratta di un falso allarmismo: il cacao, infatti, è nocivo per molti animali e può essere letale. 

Il cioccolato, essendo il derivato diretto del cacao, contiene teobromina  (derivato purinico presente nei semi del cacao, appartenente alla classe delle metilxantine, con un’azione vasodilatatrice periferica, broncodilatatrice, diuretica e miocardiostimolante), uno stimolante naturale che l’apparato digerente dell’uomo riesce a sintetizzare al contrario di quello del cane che non riesce assolutamente a metabolizzarlo. La teobromina attacca il sistema nervoso e il cuore del cane e può causare sintomi gastrointestinali di una violenza tale da disidratare  un cane fino ad un punto di non ritorno, fino alla morte dell’animale.

La teobromina è contenuta nel cacao, quindi più sarà alta la percentuale di cacao all’interno del cioccolato più sarà alto il rischio, ovvero, più il cioccolato è fondente più sarà pericoloso per il nostro cane. Bisogna anche tener presenta che trattandosi di un alimento consumato in casa e solitamente dolce, rappresenta per i cani una grossa attrattiva e non essendo presente in natura in forma per loro accessibile, non sono assolutamente in grado di riconoscerlo come pericoloso.

L’eccessiva umanizzazione va a dispetto del benessere dell’animale non umano e tra i tanti aspetti in cui questo tipo di comportamento si manifesta c’è l’alimentazione.

Il nutrire è una forma nobile e primaria di cura ed è ovvio voler dare il meglio a chi amiamo, umano o animale che sia, solo che è indispensabile ricordare che l’alimentazione varia incredibilmente da specie a specie.

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Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 19/04/2014
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.



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