Tatuaggi: un modo di esprimere sul corpo la propria interiorità

tatuaggi

Perchè ci tatuiamo?

I tatuaggi sono una pratica che comporta una modificazione insolita del corpo umano; uno strumento attraverso il quale indurre innaturali decorazioni le quali sottendono storie, significati, emozioni, ricordi, sessualità.
Le ragioni psicologiche che stanno dietro alla scelta di farsi un tatuaggio possono essere molto complesse e profonde: cambiamenti, amori nati, storie finite, obiettivi conquistati, conquiste raggiunte, speranze, lezioni di vita, desideri, memorie, persone…

I tatuaggi derivano da una potente e profonda motivazione che spinge e induce il desiderio, probabilmente, di essere unici, diversi, distinguersi e il bisogno di riaffermare a livello visivo la propria diversità. Essere capaci di “imprimere” sul corpo la propria interiorità aiuta a sottolineare, evidenziare e raccontare agli altri quello che si è senza bisogno di parole.
I tatuaggi sono un simbolo indelebile, da ricordare, da non dimenticare ed enunciano in modo evidente una forma di comunicazione non verbale espressiva di un vissuto personale. Il tatuaggio, infatti, “porta fuori” qualcosa di noi che in genere viene tenuto nascosto o non espresso.

Pertanto il connubio pelle-tatuaggi-simboli non può non avere correlazione diretta con l’inconscio; dalla scelta del disegno, la zona da tatuare, la grandezza etc.

Secondo la recente Psicologia del Tatuaggio, a seconda della zona si riscontrano alcune sfumature psicologiche…

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Ad esempio, tatuarsi la parte sinistra del corpo, che per la psicoanalisi rappresenta il passato, è tipico delle persone negative, sfiduciate, mentre la parte destra è legata al futuro e denota un carattere positivo, aperto ai cambiamenti.
Tatuarsi il tronco denota concretezza e capacità decisionali.
Tatuarsi le braccia, significa che la persona sta attraversando una fase di maturazione.
Tatuarsi le zone genitali assume significati opposti per uomini e donne; combattive, autonome e sensuali queste ultime, mentre maldestri e passivi i primi.

Se pur sconcertante, tatuarsi è tutt’altro che una moda recente in quanto le origini risalgono agli albori della storia con gli uomini delle caverne, una tradizione che si è mantenuta ed evoluta poi. Ecco allora che il significato psicologico dei tatuaggi attinge da un’esigenza atavica, può avere significati spirituali, politici, trasgressivi, identitari o, a volte, solo decorativi… in ogni caso all’origine c’è un’esigenza psicologica ben definita.

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E’ comunque importante non generalizzare, non giudicare in quanto ognuno è libero di scegliere il canale e la modalità di comunicazione che preferisce e che lo fa stare bene, anche la propria pelle. Un tatuaggio per comunicare o ricordare a noi stessi un momento, qualcosa o qualcuno.

Dr.ssa Giada Ave Psicologa e Formatrice
https://www.facebook.com/psicologia.ave
www.avegiada.com

Redazione EticaMente.net

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avatar Articolo scritto da Redazione EticaMente.net il 20/07/2015
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.



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