Cambogia: intossicati 118 operai, coinvolte Adidas e Puma

Incremento dell’economia per il governo più vantaggio economico per la multinazionale, uguale l’ennesimo caso di sfruttamento degli operai, l’ennesimo caso di intossicazioni, malattie, qualità di vita pari a zero dovuto a questo mix incredibile dell’era moderna, un cocktail tanto affascinante quanto letale che ha per ingredienti l’ambizione economica delle multinazionali ed il disperato bisogno di incrementare l’economia dei governi del sud est asiatico e dei paesi in via di sviluppo in genere.

Adidas e Puma sono le grandi marche protagoniste di questo fatto di cronaca ambientato in Cambogia. Le note produttrici di scarpe ed abbigliamento sportivo, hanno scelto, ormai da tempo, di spostare la produzione nei paesi asiatici, per ragioni non solo economiche, gli operai sono pagati in moneta locale il che grazie ai tassi di cambio consente di coprire con un solo capo o con un solo paio di scarpe, in alcuni casi anche con quello che sarebbe il costo di una sola scarpa, lo stipendio mensile di un operaio, ma anche per ragioni legate alla sicurezza sul lavoro.

In Cambogia, come in tutto il continente asiatico, le norme inerenti la sicurezza sul lavoro sono pressoché inesistenti e questo non è un dettaglio quando si parla di di tessuti, materiali tessili e coloranti.

I fenomeni di intossicazione sono frequenti e oggi sono venuti alla luce a causa di un’intossicazione in una fabbrica cambogiana, dove 118 dipendenti di due aziende connesse con la produzione di prodotti Adidas e Puma sono stati ricoverati per un’intossicazione dovuta a solventi, vernici, coloranti e altri prodotti tossici utilizzati nella produzione, in modo non adeguato e in ambienti poco areati.

La comunicazione è stata data dall’agenzia di stampa Misna, che conferma il coinvolgimento delle due grandi marche che affidano la produzione ad aziende locali che operano a basso costo.

Pensare che non ci riguardi non è ammissibile data l’alta quantità di questi prodotti sul nostro mercato, ma pensare ad un mondo migliore è possibile, un mondo in cui , ognuno di noi, consapevole delle proprie scelte e senza falsi allarmismi si preoccupa di ciò che le sue scelte economiche comportano e decide di boicottare quello che non ritiene etico.

Non è così facile è vero, le dinamiche e le interconnessioni sono infinite, ma è possibile e doveroso, perché le scelte di ognuno di noi sono un passo verso la speranza di un mondo migliore.

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Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 10/04/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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