Morte per inquinamento atmosferico: ecco la mappa della NASA con le zone maggiormente colpite

Quando si parla di inquinamento atmosferico ci si riferisce a tutti quegli agenti fisici, chimici e biologici che modificano le caratteristiche naturali dell’atmosfera.

Purtroppo è risaputo come l’inquinamento dell’aria sia un problema sempre più presente in Italia e nel resto del mondo, e con esso i problemi che questo comporta alla salute e all’ambiente.

Sono molteplici, infatti, le malattie causate dall’inquinamento dell’atmosfera, malattie che generalmente interessano l’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, per non parlare di quelle sostanze cancerogene o sospetto cancerogene che possono comportare l’insorgenza di tumori e di disturbi vari, o quei metalli pesanti come cadmio, mercurio, cromo e piombo, altamente tossici, che a seguito di accumulo possono causare danni ai reni, al sistema nervoso, al sistema immunitario azoto e anche in alcuni casi effetti cancerogeni.

A risentirne è anche l’ambiente. I principali effetti che gli inquinanti provocano nell’ambiente sono infatti l’effetto serra e le piogge acide, ma anche altri problemi come il buco dell’ozono ed altri problemi meno visibili sulla flora e fauna.

Uno studio condotto dall’Università del North Carolina ha rivelato che nel mondo, a causa dell’inquinamento atmosferico, muoiono prematuramente ogni anno 2.1 millioni di persone, e che di questi sono 470mila coloro che muoiono a causa dell’inquinamento da ozono.

Ma quali sono le zone maggiormente colpite dall’inquinamento atmosferico? A rivelarcelo è una mappa pubblicata dalla NASA, e i risultati non sono certamente confortanti.

La mappa evidenzia gradualmente le aree più inquinate fissando come massimo quelle in cui, per ogni chilometro quadrato, le morti per inquinamento sono ogni anno intorno alle 1000 unità. Il massimo corrispondente al colore marrone.

Le aree a più alto rischio di malattie da inquinamento si concentrano in Asia, in particolare in Cina, India e Indonesia.

Ma neppure l’Europa sembra messa molto bene, in particolare per quello che riguarda l’Est del continente.

Al contrario le aree blu segnalano le zone in cui si è registrato un decremento di smog a partire dal 1850 e dove, quindi, le morti per inquinamento sono più basse. In particolar modo vengono segnalate le aree del Centro e Sud America e degli Stati Uniti sud-orientali.

Ma cosa bisogna fare per ridurre questo inquinamento atmosferico? Il compito più importante spetterebbe alle Nazioni(basti pensare al protocollo di Kyoto che attraverso l’accordo avvenuto tra molti Stati è riuscito a far ridurre le emissioni di gas inquinanti e di CO2), ma anche noi possiamo fare la nostra piccola parte tenendo a mente alcune semplici cose e seguendo alcuni piccoli accorgimenti.

Per esempio basterebbe scegliere di spostarsi attraverso l’utilizzo di pulman o treni o di qualsiasi altro mezzo pubblico, comprare veicoli ibridi o elettrici, controllare prima dell’acquisto di un elettrodomestico che sia a basso consumo, migliorare il più possibile l’isolamento termico delle nostre case in modo da non abusare troppo di riscaldamenti, evitare di lasciare accese lampadine laddove non sia necessario e scegliere lampadine a risparmio energetico, installare pannelli solare o altri impianti che usano e producono energia pulita.

Qui di seguito, intanto, ecco le altre foto rilasciate dalla NASA sull’inquinamento atmosferico nel mondo.

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Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 31/03/2014
Categoria/e: Aria, Inquinamento.



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