L’ortoterapia: il Miglior Metodo per Combattere lo Stress

Fa parte di quelle terapie occupazionali atte a riabilitare le persone con disagi o disabilità… Ma l’ortoterapia o Terapia orticolturale è molto più di una semplice “terapia“, le sue origini affondano le radici nella notte dei tempi. Basta pensare a cosa ci rilassa quando siamo stressati, una passeggiata nei boschi, il contatto con la natura, il coricarci su un prato…

Tutte cose che l’uomo ha sempre fatto e che hanno sempre migliorato la sua condizione. Quante volte nei film vediamo il protagonista che si getta felice su un prato, o che scappa correndo attraverso un campo per poi fermarsi e gettarsi in terra disperato abbracciando la natura? Non è un caso, o una montatura cinematografica, ma è la natura dell’uomo. Vicino alla Terra ci sentiamo meglio, il nostro corpo si libera, trae forza.

L’ortoterapia consiste proprio nell’avvicinamento alla terra, intesa come fonte di vita, dell’individuo. Coltivazione di fiori, piante, ortaggi, frutti… elementi naturali vivi, all’aperto e spesso praticata in gruppo, una terapia che coinvolge tutti i sensi, la responsabilità e la socializzazione.

Utile anche per sollecitare l’attività motoria, ma soprattutto per migliorare umore e ridurre se non del tutto eliminare stress e ansia, rafforzarne l’autostima e in alcuni casi utile a uscire da un “guscio” e favorire l’inserimento in un gruppo.

 

Persone con disabilità mentali o fisiche trovano nel contatto con la terra un luogo tranquillo, rilassante, sereno e soprattutto armonico. La terapia diventa utile anche per acquisire le conoscenze e le tecniche per coloro che al termine della terapia vogliono far diventare la cosa una vera e propria attività lavorativa, come per esempio la produzione di ortaggi per poi rivenderli, o la produzione di fiori per vivai o fiorai.

 

La storia data l’ortoterapia intorno al 1600 quando le persone più povere ripagavano gli ospedali per le cure che ricevevano, con la cura dei giardini e degli orti botanici spesso adiacenti l’ospedale.
I medici notarono già allora che questo tipo di lavoro non era un peso per i malati anzi, spesso e volentieri li aiutava e rendeva le guarigioni più veloci rispetto a quelle dei ricchi che pagavano le cure con moneta sonante.
All’epoca però non venne studiata, rimase solo un metodo per pagare le cure che si ricevevano. Tornò in voga in Inghilterra subito dopo la prima e seconda guerra mondiale, dove una specie di ortoterapia veniva prescritta ai reduci delle guerre, feriti nel fisico e nell’animo, i quali a contatto con la natura e la terra trovavano nuovamente la voglia di vivere superando difficoltà motorie e psicologiche.
Oggi ci sono veri e propri corsi presso i giardini botanici o presso alcune cliniche, ma per mettere in pratica questa terapia basta davvero poco, un vaso un po’ di terra qualche piantina e il terrazzo di casa può diventare un centro antistress dove rintanarsi nelle giornate calde che stanno per arrivare.

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 24/03/2014
Categoria/e: Ambiente, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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