La Procura di Trani ha aperto un’indagine contro ignoti per lesioni colpose gravissime, dopo che su due bambine si sono riscontrate forme di autismo e diabete mellito che probabilmente sono state causate dal vaccino pediatrico trivalente non obbligatorio contro morbillo, parotite e rosolia.

Quello che si propone di fare ora il magistrato Michele Ruggiero è di capire se vi sia una correlazione tra la somministrazione del farmaco e la diagnosi delle due malattie.

A presentare la denuncia sono stati i genitori delle bambine alle quali è stata diagnosticata una “sindrome autistica ad insorgenza post-vaccinale“. A svolgere le indagini saranno i carabinieri del Nas, che avranno anche il compito di mappare i casi di autismo insorti dopo la somministrazione del vaccino “Mpr” negli ultimi cinque anni, quindi acquisire il piano nazionale dei vaccini e il calendario delle vaccinazioni obbligatorie e facoltative per l’età evolutiva, di capire quale sia la composizione dell’antidoto, quali i suoi produttori, e accertare l’esistenza di casi di patologie autistiche insorte dopo la somministrazione del medicinale.

Inoltre sembra che i magistrati vogliano compiere accertamenti presso le case farmaceutiche che producono il medicinale e coinvolgere in questa indagine anche il Ministero della Salute.

Questa correlazione tra vaccini e autismo è però priva di fondamento secondo il mondo scientifico e l’Oms: “I dati epidemiologici disponibili non mostrano nessuna evidenza di correlazione tra il vaccino trivalente per morbillo, rosolia e parotite e l’autismo, e lo stesso vale per ogni altro vaccino infantile. Studi commissionati dall’Oms hanno inoltre escluso ogni associazione con gli adiuvanti al mercurio usati in alcune formulazioni“.

Di diverso avviso i tribunali che già nel 2012 una sentenza di quello di Rimini, aveva condannato il ministero della Salute a risarcire una famiglia dove il figlio avrebbe sviluppato la malattia proprio a seguito dell’immunizzazione.

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