Meditare non è cercare di diventare migliori ma osservarsi con amore

Se sono la maestra di yoga che sono lo devo a tanti insegnanti, alcuni piccoli piccoli di età e dimensioni.
I miei piccoli guru mi hanno insegnato a “giocare con la vita” e che se giocando ci si fa male, capita, poi con un abbraccio passa tutto!
Faccio l’educatrice di asilo nido da sedici anni e conservo nel cuore tanti loro ricordi.
Rammento di una bambina bionda di due anni, era il giorno della festa di carnevale. Questa bimba al nido era sempre nell’angolo dei travestimenti: tra occhiali da sole, scarpe con il tacco, cappelli, foulards, collane, tutù, abiti da sposa, da principessa, da strega, maschere buffe e spaventose…erano la sua passione!

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Era arrivata presto quel giorno a scuola, portava un abito da fatina e teneva un costume da Cappuccetto Rosso sottobraccio.
La sua mamma, già stanca di prima mattina, con i capelli dritti in testa, mi disse: “Porta pazienza Chiara ma fino all’ultimo stamattina non sapeva quale scegliere e non so come reagirà vedendone arrivare altri addosso ai compagni!”
Quella mamma conosceva bene la sua bambina!
Infatti, durante tutta l’accoglienza, ogni volta che appariva sulla porta un’amichetta con un costume diverso dai suoi, prima guardava con ammirazione l’oggetto del desiderio, poi si faceva scura in viso, poi avvampava battendo i piedi quasi saltando, e buttandosi per terra cominciava a gridare: “Lo volevo io!”
Quella piccolina mi ricordava molto com’ero alla sua età.
Mi ricordo esattamente le sensazioni che provavo durante le mie scene madri: la rabbia mi faceva sentire grande e forte, praticamente invincibile.
Mi sentivo come un temporale estivo che non ti aspetti, che si scatena velocemente per poi andarsene esattamente com’è arrivato.
A due anni amavo giocare con le emozioni: passavo molto tempo davanti allo specchio ad osservare le diverse espressioni del mio viso. Facevo finta di essere molto triste, spaventata, arrabbiata o contenta e in pochi secondi passavo dal ridere al piangere meravigliandomi piacevolmente di quello che vedevo riflesso.

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Per i miei era uno spasso rimanere a guardarmi di nascosto, erano convinti che avrei fatto l’attrice da grande!
Le emozioni per me erano abiti da indossare e poi togliere come i costumi di carnevale, e ogni abito aveva una storia da raccontarmi, qualcosa da farmi vedere, un segreto da svelarmi.
Per molti fare yoga e meditare significa cercare di diventare migliori di quello che sono liberandosi dei propri difetti o criticità.
Ma meditare vuol dire esattamente il contrario.
Meditare significa osservare le nostre reazioni in ogni momento della nostra vita, attimo dopo attimo: quando lavoriamo, nel tempo libero, quando stiamo in famiglia o con gli amici.
Significa osservare proprio ora, nel posto esatto in cui ci troviamo, con amore, le azioni che compiamo, le parole che diciamo, le emozioni che proviamo e i pensieri che facciamo, senza giudicarli, cercando di coglierne il messaggio che ci è sfuggito, che non abbiamo visto, ma che è importante per noi.

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Guardarsi con amore vuol dire non reprimere le emozioni o bloccare i pensieri, ma nemmeno dare loro libero sfogo essendone in balia.
Guardarsi con amore significa non giudicarci se ci arrabbiamo, abbiamo paura o siamo tristi, se arrivano pensieri fissi, dubbi, incertezze. Ma significa fare amicizia con ogni singola emozione o pensiero, conoscerlo per poi riconoscerlo sentendo cosa ci provoca nel corpo e capire cosa ci vuole dire, giocare con lui per poi lasciarlo andare.
Per questo ogni volta che qualcosa o qualcuno mi fa arrabbiare mi osservo con amore, esattamente nello stesso modo in cui quel giorno osservavo quella bimba e senza giudicarla capricciosa o viziata le dicevo: “Lo che sei triste e che vuoi tanto quel vestito, hai ragione è bellissimo e ti trasformerà in una Sirenetta, ma non serve arrabbiarsi così tanto, calmati, puoi chiederle se tra un pochino vuole far cambio con il tuo, anche il tuo le racconterà una storia bellissima, ma se non vuole subito possiamo aspettare insieme e se sei ancora triste e arrabbiata ti dò un abbraccio che con quello passa tutto!”.

Chiara Benini

Chiara Benini

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avatar Articolo scritto da Chiara Benini il 10/03/2015
Categoria/e: Chicche di Yoga, Primo piano.

Chiara Benini, educatrice di Asilo Nido, insegnante di yoga, di pilates e di danza moderna per bambini. Quello che cerca di insegnare a tutti i suoi allievi è ad aprire il proprio cuore perchè quando il cuore è aperto tutti i luoghi sono "casa" e tutte le persone sono "amici". Su Eticamente cura la rubrica "Chicche di Yoga".

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