Terra dei fuochi: bloccata la vendita di prodotti ortofrutticoli nelle zone a rischio, ecco quali

Lo scorso 23 dicembre nei famosi territori della “terra dei fuochi”, dopo aver studiato i risultati della mappatura effettuata in quel periodo, sia il Ministero della salute che il Ministero delle politiche agricole hanno deciso di sospendere la vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni situati in 51 zone classificate a rischio. Si tratterebbe di ben 64 ettari di suolo agricolo bloccato.

Considerando le informazioni che si sono raccolte, è stata successivamente elaborata una classificazione del territorio in base alla tipologia della produzione agricola, ecco di seguito:

CLASSE A – idoneo alle produzioni alimentari;

CLASSE B – limitazione a determinate produzioni agroalimentari in determinate condizioni;

CLASSE C – idoneo ad altre produzioni non alimentari;

CLASSE D – divieto di produzioni agricole.

Inoltre il decreto interministeriale dichiara che entro 90 giorni dovranno essere eseguite delle indagini mirate a:

• i terreni “no food” (e quindi interdetti da produzione alimentare);

• quelli destinati solo a colture diverse dalla produzione agroalimentare in considerazione delle capacità fitodepurative;

• quelli destinati solo a determinate produzioni agroalimentari.

Dunque è stato deciso di vietare la vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni considerato a rischio (classi di rischio 3-4-5). Mentre la vendita sul mercato delle singole colture è consentita solo ad una delle seguenti condizioni:

• che le colture siano state già oggetto di controlli ufficiali con esito favorevole negli ultimi 12 mesi;

• che siano state effettuate indagini, su richiesta e con spese a carico dell’operatore, dall’Autorità competente, con esito analitico favorevole.

Di seguito abbiamo inserito un elenco dei comuni dove si trovano le zone classificate a rischio:

PROVINCIA DI NAPOLI (33 COMUNI): Acerra, Afragola, Caivano, Calvizzano, Casalnuovo di Napoli, Casamarciano, Casandrino, Casoria, Castello di Cisterna, Cercola, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Napoli, Nola, Palma Campania, Pomigliano d’Arco, Qualiano, Roccarainola, San Giuseppe Vesuviano, Sant’Antimo, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Villaricca.

PROVINCIA DI CASERTA (24 COMUNI): Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Caserta, Castelvolturno, Cesa, Frignano, Villa di Briano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa Literno.

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[Fonte: www.ilfattoalimentare.it]

 

Luigia Bruccoleri

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avatar Articolo scritto da Luigia Bruccoleri il 14/03/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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