Su Facebook e Instagram comprare armi da fuoco è un gioco da ragazzi!

Comprare un’arma da fuoco su Facebook e Instangram, vetrine di maggior successo per questo genere di transazioni, è più facile di quel che possa sembrare.

Basti pensare che, per esempio, lo scorso Ottobre lo sceriffo Keith Cooper del Kentucky ha chiamato a colloquio un ragazzo di 15 anni sorpreso a scuola con una pistola carica e senza licenza. Quando gli è stato chiesto dove abbia preso quell’arma, il ragazzino ha risposto di averla acquistata su Facebook.

Ancora più impressionate se si pensa che, talvolta, acquistare un’arma ha richiesto solo quindici minuti, senza il bisogno di essere identificati e senza lasciare traccia alcuna.

Immagine da: newyorkcityguns.com

Purtroppo negli Stati Uniti non funziona come in Italia. Mentre qui per procurarsi una pistola bisogna di superare una serie di ostacoli burocratici, negli Stati Uniti il possesso di armi da fuoco è considerato un diritto inalienabile, tant’è che procurarsi un’arma da fuoco diventa davvero facilissimo.

E non aiuta sapere che Facebook e Instangram sono divenuti principali vetrine per questo tipo di scambio e di offerte.

Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook e Instangram, però, ha deciso di prendere una posizione forte a riguardo, e lo ha fatto rilasciando un comunciato stampa (vedi qui) scritto da Monica Bickert, responsabile del Global Policy Management di Facebook, nel quale si dichiara di aver preso dei provvedimenti a riguardo:

“No. Il cuore di Facebook sta nella capacità di aiutare la gente a connettersi e comunicare. A causa della diversità di culture e persone che si incontrano sui nostri servizi, sappiamo che a volte gli utenti pubblicano o condividono cose che potrebbero essere controverse. Stiamo lavorando duramente e stiamo facendo del nostro meglio per trovare un equilibrio tra il lasciare alla gente la possibilità di esprimersi riguardo ad argomenti per loro importanti, e creare un ambiente che sia sicuro e rispettoso. Anche se di recente abbiamo ricevuto lamentele specifiche da utenti che visualizzano offerte per la vendita privata di armi da fuoco, è difficile trovare un equilibrio fra il desiderio di esprimersi sulla nostra piattaforma e il riconoscere che questa libertà possa avere conseguenze da altre parti…”

Ma quali sono i provvedimenti presi da Facebook a tal proposito? Secondo quanto dichiarato nel comunicato, sarebbero i seguenti:

1. Ogni volta che riceviamo una segnalazione su Facebook riguardante un post che promuove la vendita di un bene regolamentato, inviamo un messaggio a quella persona ricordando a lui o a lei di attenersi alle leggi e alle regole esistenti. Inoltre, limiteremo l’accesso a quel post alle persone di età inferiore ai 18 anni.

2. Esigeremo che le Pagine che vengono utilizzate principalmente per promuovere la vendita di servizi o beni regolamentati mantengano un linguaggio che ricordi chiaramente alle persone l’importanza di comprendere e attenersi alle regolamentazioni vigenti e, se richiesto dalla legge, che limitino l’accesso a persone inferiori ai 18 anni.

3. Forniremo materiale informativo su Instagram per coloro interessati alla vendita o alla promozione di armi da fuoco.

4. Non permetteremo agli utenti di postare offerte per la vendita di beni regolamentati che indichino la chiara volontà di infrangere o aiutare altri a infrangere la legge. Ad esempio, i venditori privati di armi da fuoco negli USA non avranno il permesso di specificare ‘non si richiede controllo dei precedenti’, né potranno offrire transazioni attraverso confini statali senza il supporto di un rivenditore autorizzato.

Insomma, in sintesi possiamo dire Facebook ha cercato di preservare entrambe le parti.

Immagine da: gunsforeveryone.com

Decisione, questa, che ha provocato comunque delle controversie. Da una parte, infatti, abbiamo associazioni come Moms Demand Action e Mayors Against Illegal Guns che lottano affinchè in America venga ridotto il traffico di armi da fuoco, mentre Daniel Gross, presidente del gruppo Brady Campaign to Prevent Gun Violence, fa notare che l’unica soluzione sarebbe che Facebook proibisca qualsiasi post che pubblicizzi la vendita o il trasferimento senza licenza di armi da fuoco negli Stati Uniti.

Dall’altra parte, invece, abbiamo organizzazioni come la National Rifle Association (NRA), che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco degli Stati Uniti, che trova queste nuove politiche di Facebook limitanti nei confronti dei diritti costituzionali dei proprietari di armi da fuoco.

Insomma, mentre piattaforme come Craigslist ed Ebay, per citarne qualcuna, vietano categoricamente qualsiasi forma di vendita di armi da fuoco, Facebook ha cercato di venire incontro a entrambe le parti per “non far male” a nessuno.

Dunque, con le nuove politiche introdotte da Facebook, i post relativi alla vendita di armi saranno vietati ai minori di 18 anni e saranno monitorati per controllare che siano a norma di legge. Inoltre, verrà ricorderato con un messaggio privato che la compravendita deve essere effettuata rispettando le leggi perchè, in caso contrario, il post verrà cancellato.

Ma basterà questo? Non sarebbe stato meglio eliminare ogni tipo di compravendita d’armi da fuoco? Si sarebbe rischiato di perdere troppo forse? Per il momento bisogna “accontentarsi” di questo. Ai posteri l’ardua sentenza…

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Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 07/03/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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