Migliaia di pazienti cardiopatici morti a causa di linee guida europee basate su dati falsi: la denuncia di uno studio inglese

Dati davvero allarmanti, soprattutto se si pensa che in gioco c’è la vita di milioni di persone. Stando ad una meta-analisi condotta dai ricercatori dell’Imperial College di Londra, guidati da Darrel Francis, infatti, almeno 10mila probabili morti l’anno nel solo Regno Unito sarebbero da attribuire all’osservanza delle linee guida della Società europea di cardiologia pubblicate nel 2009. Cifra che, guardando all’intero Continente europeo, aumenta a dismisura, fino a raggiungere le 800mila morti negli ultimi cinque anni.

Secondo tali linee guida, i pazienti cardiopatici che devono sottoporsi a un intervento chirurgico non legato al cuore, devono assumere dei farmaci beta bloccanti, così da proteggere il cuore stesso sia durante che dopo l’operazione.

Immagine da: www.pharmastar.it

Queste linee guida, però, sono basate su ricerche rivelatesi nel tempo in contrasto con gli standard scientifici correnti, tanto da provocare nel Novembre del 2011 il licenziamento dell’autore stesso, Don Poldermans, da parte dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam.

Numerose le accuse mosse contro di lui, come cattiva condotta scientifica, omissione di consenso informato scritto, fabbricazione di dati e manipolazione dei risultati della ricerca.

Non solo. Oltre a essere stato il principale responsabile del progetto di ricerca, infatti, Poldermans ha anche guidato la commissione che ha stilato le linee guida europee.

I ricercatori hanno denunciato che tali linee guida sono ancora basate su analisi che comprendono i dati degli studi di Poldermans, ormai screditati. Oltretutto, l’aver inserito questi dati manipolati nelle meta-analisi fatte in precedenza ha determinato una sottostima del rischio di mortalità associato all’uso dei beta-bloccanti.

E’ vero che non è facile accertare in modo affidabile la reale estensione del possibile danno di questa sottovalutazione dei rischi per la salute, ma, in base alle stime dei ricercatori, più della metà dei decessi si sarebbe verificata quando la ricerca di Poldermans era già stata screditata.

Rosa Sicari, dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa, tra i membri della task force che ha stilato le linee guida europee, a tal proposito ha dichiarato:

“La meta-analisi di Francis è solo l’ultimo di una serie di studi che mettono in dubbio l’uso dei beta-bloccanti per la prevenzione degli eventi cardiovascolari nella chirurgia non cardiaca. Le varie generazioni di studi nel tempo sono state, infatti, messe in discussione per il sospetto di frode scientifica. Tuttavia, nonostante ci siano state indagini sulla condotta di Don Poldermans, autore principale di queste ricerche, gli studi non sono stati cancellati e/o ritirati dagli editori delle prestigiose riviste che li avevano pubblicati…”

E sull’effetto e sui rischi di questi medicinali, la studiosa precisa:

“I beta-bloccanti sono farmaci largamente usati nei pazienti con cardiopatia ischemica e nella disfunzione ventricolare sinistra non ischemica. Il loro utilizzo aumenta il rischio di morte per ipotensione e ictus. Tuttavia, gli studi clinici randomizzati sono ancora pochi e probabilmente insufficienti a chiudere questa controversia scientifica che dura da moltissimi anni…”

I ricercatori premono affinchè tali linee guida vengano immediatamente ritirate. E il messaggio sembra essere stato recepito, tant’è che si stanno già preparando le nuove linee guida, nelle quali l’indicazione dei beta-bloccanti dovrebbe rimanere limitata a chi già li utilizza cronicamente.

Sulla base di nuovi studi e approfondimenti che verranno condotti, così da correggere gli eventuali errori e manipolazioni, le nuove linee guida dovrebbero essere pronte entro quest’estate.

[Fonte: www.ilfattoquotidiano.it]

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Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 06/03/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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