Procter&Gamble ovvero l’ecosistema vale meno di uno shampo

Ogni volta che dico a qualche mio amico-a di non comprare un determinato prodotto cosmetico per non finanziare multinazionali come la Procter che stanno distruggendo il globo, mi torna indietro qualche risposta del tipo:” ma no, ma che dici, comunque noi non possiamo farci niente, ma non è vero, tanto lo fanno tutti e poi questo shampoo costa meno”.

philips.com

L’ultima indagine di GreenPeace sui misfatti della Procter&Gamble però, dà purtroppo ragione a chi come me, è fermamente convinto che sia necessario boicottare queste aziende. Il famoso marchio produttore di shampoo, dentifrici, saponi e quant’altro ha allargato il suo business fino in Indonesia distruggendo completamente l’ambiente circostante, ma scendiamo nel dettaglio per osservare meglio quanto sono sporche le mani del maggior produttore di prodotti per l’igiene personale.

Cito da Greenpeace: “L’ultima indagine di Greenpeace International rivela come la multinazionale Procter & Gamble (P&G) acquisti olio di palma da fornitori collegati a fenomeni di deforestazione come la conversione di foreste torbiere e gli incendi forestali in Indonesia. Fenomeni che, oltre che causare la distruzione della foresta pluviale, minacciano sempre più pesantemente la sopravvivenza di specie già a forte rischio estinzione come le tigri di Sumatra e l’orango. Per lasciare spazio alle coltivazioni dell’olio di palma le foreste in Indonesia scompaiono a una velocità pari a nove piscine olimpioniche al minuto. Olio di palma che questa multinazionale usa per produrre shampoo, detersivi e altri beni di largo consumo.”

Il punto di interesse economico sta nella produzione dell’olio di palma uno degli ingredienti basilari degli shampoo della P&G, ovviamente, le ragioni del business che le ragioni della sopravvivenza dell’ecosistema non conoscono, non trovano immorale e assolutamente grave sacrificare intere foreste alla coltivazione di palme da cui sarà poi estratto l’olio.

La deforestazione, come chiaramente spiegato da Greenpeace, sta distruggendo l’habitat naturale della tigre di Sumatra e dell’orango, sta uccidendo la biodiversità creando un effetto rebound da cui derivano cambiamenti climatici, estinzione delle specie locali, povertà e disagio per la comunità nativa. Inoltre, per scoraggiare gli orango ad avvicinarsi alle zone interessate la Procter appoggia l’usanza dei bracconieri locali che consiste nell’uccidere brutalmente alcuni esemplari di oranghi per fare in modo che gli altri, terrorizzati, non si avvicinino.

Altre multinazionali come Ferrero, Unilever, l’Oreal e perfino Nestlè, hanno optato per una politica eco-sostenibile ed acquistano solo olio di palma proveniente da piantagioni certificate come sostenibili, che si impegnano a non distruggere l’ambiente e la fauna, ma la Procter&Gamble no!

Non ci sono parole o commenti da fare, l’unica reazione possibile è il boicottaggio e quello che spero di vedere tra i commenti a questo articolo sono solo due parole: ” io boicotto”!

 

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 27/02/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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