La felicità è una conquista non una fortuna

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Quante volte ci ritroviamo a pensare “Che fortuna che mi è capitato questo!” o al contrario “Sono proprio sfortunato!“. E così facciamo risalire la nostra felicità o la nostra infelicità alla fortuna o al caso e facendo così ci spogliamo di qualsiasi responsabilità e viviamo passivamente ciò che ci accade.

E’ l’errore più grande che possiamo commettere.

La serenità appartiene solo a noi stessi, è una conquista che riguarda solo ed esclusivamente il nostro animo. Nella vita può accaderci di tutto, nel bene e nel male, ma la possibilità di trasformare questo tutto in positivo o in negativo dipende solo da noi.

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Come fare a conquistare la serenità? E’ talmente semplice la risposta che può risultare banale ma sfido chiunque di voi ad affermare che state già vivendo così.

Basta seguire le proprie inclinazioni di vita, riempirsi la vita di cose che emozionano, buttarsi nel cambiamento se lo si considera necessario, avere il coraggio di essere se stessi sempre riuscendo a ridere a crepapelle e a piangere quando si sente il bisogno di farlo, ricercare con entusiasmo la verità delle cose, liberare ogni minimo granello emotivo, assaporare l’attimo che si sta vivendo gustandoselo.

Facile a dirsi ma difficile a farsi.

Nella vita ci sono doveri, obblighi, la crisi che non ci fa arrivare a fine mese, persone che ci circondano e che giudicano e manipolano, problemi di salute nostri o dei nostri cari che ci incupiscono…

Ma esistono davvero tutti questi fattori o fanno solo parte di un nostro pensiero distorto creato da noi stessi o dalla società?

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Spesso ci si dimentica che prima o poi dovremo morire e che la nostra corsa a fare, guadagnare, accumulare ecc. non cambierà questo dato di fatto universale per ogni singola persona. Il presente, ciò che viviamo ora, non ritornerà più e non possiamo vivere rimuginando sul passato o continuando a programmare il futuro. Dobbiamo vivere bene ora, è questa la chiave della serenità.

Perchè stiamo vivendo? Per assaporare ogni attimo della nostra vita e riuscire a perderci in quell’attimo senza pensare a null’altro. Senza orologi, telefonini, bisogno di far foto, senza spendere un solo euro. Solo rigenerarci nel presente e viverlo ridendo a più non posso, gustandolo come solo un bambino ci può riuscire. Basta un prato, un aquilone, bambini a piedi scalzi liberi di giocare con nulla, una buona compagnia e avere il coraggio di svegliare il bambino assopito in ognuno di noi. Ci mettiamo una vita a scacciarlo questo bambino non comprendendo che invece è lui la chiave di tutto…

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Nella vita ci sono periodi più sereni ed altri più turbolenti ma quest’ultimi servono solo ed esclusivamente a creare una migliore serenità, non capitano per renderci la vita difficile perchè siamo sfortunati punto e basta. Dobbiamo cogliere in ogni cosa un insegnamento di vita.

La malattia nostra o altrui ci insegna che la salute è una condizione non scontata. Per mantenerla dobbiamo mangiare bene, respirare bene, essere sereni. Può accadere che tutto questo non serva o comunque sia troppo tardi per rimediare. Viviamo  il presente più che mai: ora siamo costretti a farlo!

Il lutto di una persona cara ci può annientare. Come è possibile trovare un insegnamento da un fatto così tremendo? Il lutto è un grandissimo insegnamento di vita invece. Ci aiuta ad apprezzare il presente perchè ci rendiamo conto che la nostra vita è sì un dono ma è un dono non infinito. Che senso ha trascorrere il tempo con rimorsi, rimpianti, passatempi frivoli, cose non dette? La vera lezione di vita è che non ritornerà più il tempo per fare tutto ciò, non con quella persona. Tuffiamoci nelle relazioni con tutti noi stessi e quando verrà a mancare quella persona cara non potremo fare altro che inchinarci a ciò che si ha costruito insieme e continuare a farlo vivere in noi.

La crisi lavorativa o la povertà ci obbligano a lavorare sempre e a non trovare altro tempo per focalizzarci sul presente. Niente di più falso. Non siamo in un paese in guerra o povero come i paesi sottosviluppati. Abbiamo delle risorse, chi più chi meno, per poter vivere in modo dignitoso. Basta fermarsi un attimo e non lasciarsi vivere passivamente. Se abbiamo bussato mille porte ed il lavoro non arriva o se il lavoro c’è ma non ci soddisfa perchè non attivarci a crearlo noi il lavoro? Basta allenare un pò la creatività e mettersi alla prova: cosa abbiamo da perdere? Se il lavoro non lo troviamo abbiamo tutto da guadagnarci, se invece un lavoro ce lo abbiamo basta abbandonarlo solo quando ci sono le premesse per poterci lanciare in una nuova sfida lavorativa. Perchè trascorrere il tempo a fare qualcosa che non ci soddisfa? Il tempo non ritornerà più…

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Tutto ciò che accade è dettato dalle nostre decisioni, dal nostro modo di cogliere l’insegnamento che ci sta dietro. La fortuna o il caso sono scuse, semplici e comode scuse che ci permettono di non prendere in mano la nostra vita…

Come affermava Martin Luther King “Le più felici delle persone non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa, soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino”.

Elena Bernabè

Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 03/06/2015
Categoria/e: Anteprima, Rassegna Etica.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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