A Pechino si sa, un cosmetico o un prodotto per la persona non può essere messo in vendita se non è testato su animali. Ma perchè dovrebbe interessare a noi se Pechino, in Cina, non autorizza la vendita di questi prodotti? Semplice, le ditte a noi famose per essere “cruelty free” in realtà, per vendere nel mercato Cinese, pagano aziende cinesi affinché conducano i test sugli animali per conto loro. Solamente la catena britannica Body Shop non commercializza i suoi prodotti in Cina, e lo fa esclusivamente perchè è una delle prime ditte cosmetiche che ha fatto del “cruelty free” la sua linea di condotta primaria.

Tutti avranno sentito parlare di PETA (People for Ethical Treatment of Animals) per la sua campagna pubblicitaria con attrici nude che asseriscono che è meglio “nude che in pelliccia”, bene, quest’associazione sta approntando una ricerca con tanto di accuse contro alcune delle ditte di cosmesi più famose come Avon, Mary Kay e Estee Lauder. Queste tre ditte, sembrerebbe, operano in nome del “non testato su animali” ma purtroppo questo è falso entrambe pagano ditte cinesi per effettuare i test per conto loro per poter commercializzare i loro prodotti ovunque.

A queste accuse  la ditta Avon ha riconosciuto che: “in alcuni Paesi possono essere portati avanti altri test se le leggi rilevanti lo richiedono, alcuni dei quali non e’ escluso che vengano condotti su animali”.

Anche Estee Lauder ha pubblicato una dichiarazione simile a quella rilasciata dalla Avon, mentre nulla di dichiarato dalla Mary Kay.

Ricordo che qualche mese fa era nata una polemica molto simile per quanto riguarda le leggi cinesi e la loro applicazione, ma che riguardava numerose case di moda, accusate di non controllare con sufficiente attenzione che i finti colli di pelliccia di molti loro capi fossero davvero “finti”: il bassissimo costo delle pellicce animali in Cina, infatti, rende spesso più economico un vero collo di pelliccia che non uno sintetico.

Un piccolo gruppo animalista cinese si sta formando ed è in continua espansione, e sta cercando di far cambiare la legislazione riguardante i test sugli animali, l’importazione e l’esportazione di prodotti derivati da animali. Un anno fà si è svolto il primo congresso internazionale sull’eliminazione dei test sugli animali: un piccolo passo verso l’accettazione degli standard internazionali.