Addio giraffa Marius: un’ultima riflessione etica per Te

La storia del piccolo di giraffa Marius ha fatto il giro del web, a soli 18 mesi la giraffa è stata giustiziata da un tribunale che non è quello della savana dove dovrebbe vivere, ma quello ristretto e non democratico del lager/zoo che l’ospitava, lo zoo di Copenaghen in Danimarca.

Facciamo un passo indietro, a circa una settimana fa, quando gli animalisti di tutto il mondo si sono mobilitati per cercare di salvarle la vita e due parchi, il  Yorkshire Wildlife Park in Inghilterra ed un parco per fauna selvatica in Olanda si erano offerti di ospitare il piccolo di giraffa;  il direttore dello zoo di Copenaghen si è rifiutato e ha fatto appello alla politica sulle nascite in cattività che non lasciava scelta, non era possibile per la struttura danese ospitare un altro maschio che a breve sarebbe stato pronto a riprodursi.

A questo punto, decisione presa, come molti di voi già sapranno, Marius è stato abbattuto, poi sottoposto ad autopsia, poi sezionato e dato in pasto ai leoni dello zoo, tutto sotto gli occhi dei visitatori dello zoo, in pieno stile politically correct, in un virtuosismo di ego, ostentazione di potere e cattiveria che mi lascia basita e pretende delle riflessioni più profonde che vadano al di là della sola denuncia del fatto.

Innanzi tutto le prime ovvie opposizioni sono state sul perché non sia stato reintrodotto nel territorio, ovvio, un animale nato in cattività sarebbe stato comunque preda dei leoni,  dunque perché non si è proceduto alla castrazione? Bene, la risposta ufficiale è stata che sarebbe stato troppo crudele sottoporre un animale selvatico a tale procedura, ma credo che la ragione reale sia invece da ricercare nelle casse(fondi) dello zoo di Copenaghen, quanto costa sottoporre a castrazione un animale di quelle dimensioni? La struttura è realmente adeguata e lo è il personale veterinario?

Da qui direi che potremmo fare un passo indietro e chiederci ancora una cosa, perché hanno permesso che il piccolo di giraffa venisse al mondo se erano coscienti della situazione di sovraffollamento e ancora, anche ammesso che non abbiano potuto impedire l’accoppiamento, perché, visto che tanto la fine era già segnata, non hanno “eliminato” l’esemplare maschio alla nascita? Purtroppo la risposta credo che sia ancora una volta da addebitare alle politiche economiche.

Un piccolo di giraffa attira visitatori e non solo, dà un immagine “buona” dello zoo, un posto dove gli animali selvatici si possono riprodurre in cattività, lontano dai predatori, dunque lo zoo è un posto dove gli animali stanno bene non è quel lager che gli animalisti vogliono mostrare, questa è l’immagine che la struttura voleva dare di se stessa mantenendo in vita il cucciolo fino a 18 mesi, ma poi, quando nelle casse dello zoo e nelle tasche del direttore sono entrati soldi a sufficienza, allora si può procedere con l’abbattimento di un essere vivente di 18 mesi, che non ha voce in capitolo sulla sua vita, sul suo futuro, su nulla, lo si può sezionare e dare in pasto a leoni, trasformati anch’essi in vittime passive condannati ad una prigionia senza fine.

L’assoggettamento degli animali al potere economico è lo specchio del comportamento degli attuali sistemi economici mondiali ed è vero che lo stesso sacrificio inutile e gratuito avviene ogni giorno per maiali  e mucche e per mille altri animali d’allevamento, ma è anche vero che certi episodi rappresentano il culmine dell’ignoranza e della crudeltà fine a se stessa, dove l’uomo addirittura ha la pretesa di far credere che l’atto sia stato un mantenimento dell’ordine naturale delle cose, il dare in pasto il giraffino ai leoni non è altro che un voler mostrare quanto crudele sia la natura di per sè, basta leggere tra le righe.

Ogni altro commento è lasciato alla coscienza di ognuno di noi con la consapevolezza che tutto questo gira intorno agli interessi economici e dunque abbiamo la possibilità di fermarlo. 

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.

M. K. “Mahatma” Gandhi (1869-1948)

[Immagini by nydailynews.com]

Jordana Pagliarani

Vuoi ricevere i nuovi articoli di EticaMente comodamente nella tua casella email?

Iscriviti alla Newsletter di EticaMente
avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 10/02/2014
Categoria/e: Animalismo, Notizie.



Newsletter di EticaMente

Ricevi le nostre Notizie nella tua E-Mail


SpotLight

Favole e Fantasia
Accedi | Copyright 2010-2017 Eticamente.net è un progetto CiancioLab sas WebAgency - Partita IVA 04201560655