I Vari Aspetti dell’Ippoterapia: la Collaborazione Tra Uomo e Cavallo

Ci troviamo nel Circolo Ippico Usignolo, nel territorio della Provincia di Oristano, uno di pochi centri in Sardegna dove si praticano, tra le varie discipline, anche l’ippoterapia e la riabilitazione equestre. Abbiamo intervistato uno degli istruttori, un “uomo di cavalli”, nato e cresciuto a contatto con questi splendidi animali  e  la segretaria del centro che si occupa di sbrigare tantissime mansioni.

Li ho intervistati per capire meglio questa terapia e darci la possibilità di apprezzare meglio sia i cavalli che gli istruttori.

 QUI IN SARDEGNA CI SONO MOLTI CENTRI CHE SI OCCUPANO DI IPPOTERAPIA?

In Sardegna ci sono circa 4 centri che pongono in essere la riabilitazione equestre e l’ippoterapia, che sono 2 cose diverse. Per diventare un centro riconosciuto, e quindi poter rilasciare le patenti A.R., si deve essere in possesso di determinati requisiti e di avere delle determinate figure professionali: quindi un istruttore ottiene la specializzazione effettuando un corso apposito, deve essere sempre affiancato da uno psicologo, da un medico e di solito da un educatore. Queste figure professionali garantiscono all’allievo un più sicuro  svolgimento della lezione.

LA SIGLA “A.R.” COSA SIGNIFICA?

La A vuol dire Patente A Ludica. che è la patente di base e la R sta per Riabilitazione. E’ una patente che rilasciamo a seguito del certificato medico che certifica la disabilità , e che serve a noi per distinguere le diverse patenti.

VENIAMO AL LATO PRATICO: QUALI SONO LE FIGURE PROFESSIONALI PRESENTI IN CAMPO DURANTE LA LEZIONE?

Sicuramente sono sempre presenti l’istruttore, lo psicologo e il medico che potrebbero avere necessità di intervenire durante gli esercizi, e in base alla patologia potrebbero consigliare all’istruttore di far eseguire un tipo di esercizi piuttosto che altri, più o meno impegnativi, tenendo sempre conto del grado di disabilità dell’allievo. Il medico è presente soprattutto per avere uno standard di valutazione, nel senso che seguendo l’allievo nella vita quotidiana, può valutare i progressi anche durante la vita quotidiana.

 

QUANTO VIENE A COSTARE UNA LEZIONE DI IPPOTERAPIA?

Il costo può andare dai 30 ai 50 euro, ma dipende sia dalla patologia che dallo staff che deve intervenire per garantire una lezione in totale sicurezza, sia per l’allievo che per il cavallo. Alcune disabilità sono talmente gravi da non consentire all’allievo di restare da solo in sella e quindi possono venire impiegate più persone per consentire un miglior equilibrio. Ragion per cui, i costi vengono valutati per ogni singolo caso. A seconda anche dei casi si può avere una lezione individuale o collettiva.

Questo è quanto riguarda il lato “amministrativo” della Riabilitazione equestre, ora passiamo al lato pratico, rivolgendo le domande a G.B., uno degli istruttori abilitati per l’ippoterapia.

 DI QUANTI RAGAZZI TI OCCUPI E CHE DISABILITA’ HANNO?

Io mi occupo di 7 ragazzi, con varie disabilità: alcuni sono autistici, alcuni con la sindrome di Down, e uno in particolare presenta un lieve ritardo motorio.

QUESTI RAGAZZI, CHE BENEFICI TRAGGONO DALL’IPPOTERAPIA?

Sicuramente si sentono coinvolti come lo sono i normodotati nelle attività sportive. A livello motorio fanno esercizio fisico, quindi traggono il normale beneficio che questo comporta.

Si rapportano col cavallo, che si rende disponibile al lavoro perchè hanno un atteggiamento diverso con i portatori di handicap rispetto alle altre persone. Il cavallo è più tranquillo e  rilassato, più collaborativo e più disponibile. Sentono la diversità e lavorano in maniera diversa, con maggiore serenità. A livello comportamentale, i ragazzi tendono a rilassarsi. Certo è importante che il cavallo sia mansueto, che non abbia motivo di spaventarsi o innervosirsi,  ma in definitiva si accorgono della “diversità” e si comportano in maniera diversa rispetto ad un normodotato. Credo comunque che sia molto importante comportarsi nei loro riguardi in maniera più naturale possibile, senza pensare che hai davanti una persona diversa, senza stare lì a pensare che possano esserci dei problemi particolari. Allo stesso modo è molto importante farli divertire, più che obbligarli a fare qualcosa,  riuscire ad ottenere tutto, nel limite del possibile ovviamente, ma facendoli partecipare in maniera attiva e consapevole. Il fatto stesso di dire le cose in maniera troppo severa, non li fa partecipare in maniera che ne traggano piacere, e se riesci anche a fare fare un esercizio su dieci, senza intimorirlo è meglio. Certo un pò di disciplina ci vuole, come in tutte le situazioni della vita. Bisogna tener conto di molte cose, dell’umore dei ragazzi, dello stato di salute, dell’entusiasmo che hanno di volta in volta, tener conto che al di là del problema di sempre ce ne possono essere anche altri, come ci può essere una giornata si o una giornata no anche per te o per me.

UN RAGAZZO AUTISTICO COME SI RELAZIONA COL CAVALLO?

Beh, all’inizio sono un pò intimoriti.  Per loro è una novità, e tutte le novità per loro sono cose che fanno paura,  e ci vuole tempo per fargliele accettare come “normali”. Anche il cavallo deve essere particolare, nel senso che non deve essere troppo grosso, il cavallo nero fa più paura di uno baio o di uno sauro. Bisogna fare attenzione a molti fattori per far sì che il ragazzo sia il più sereno possibile.

A QUESTO PROPOSITO, C’E’ UNA RAZZA PIU’ PREDISPOSTA PER L’IPPOTERAPIA ?

Una razza in particolare non c’è, in teoria potrebbero andar bene tutti, ma i cavalli cosiddetti “nevrili” non vanno bene appunto perchè non sono soggetti tranquilli. Un cavallo adatto per l’ippoterapia deve avere un buon carattere, deve stare fermo quando c’è bisogno che stia fermo, deve essere “affidabile”. Ovviamente ci sono razze più predisposte di altre, ma diciamo che meno sono “insanguati” meglio è.

(Per insanguato si intende la percentuale di purezza della razza: per esempio, i purosangue inglesi non vanno bene, lo stesso per i purosangue arabi).

Una razza che potrebbe andare bene per l’ippoterapia è sicuramente T.P.R. che sono cavalli da tiro e che essendo a sangue freddo sono molto molto tranquilli e mansueti.

Sai cosa posso aggiungere personalmente?- dice G.B.- Che se anche dovessi ottenere poco, non è tanto il risultato che conta secondo me, ma la volontà di far ottenere un piccolo progresso per queste persone che hanno bisogno di poter alleviare, anche con poco, le difficoltà di una situazione che  hanno tutti i giorni nella loro quotidianità , è una grande cosa, almeno per me come istruttore e come persona. La considero una piccola grande vittoria. Alla fine se non ci arrivi, va bene lo stesso, l’importante è sapere che ce l’hai messa tutta.E’ molto importante partire con l’animo di voler aiutare una persona che ne ha bisogno.

QUINDI SONO TERAPIE CHE PORTANO BENEFICIO SIA A LIVELLO PSICHICO CHE FISICO-MOTORIO?

Assolutamente si. Ci sono molte differenze tra una patologia e l’altra in tutte e due i casi; alcuni hanno deficit a livello psicologico ma a livello motorio sono assolutamente normali. Gli autistici a livello motorio hanno molto equilibrio, bisogna fare attenzione perchè possono anche eccedere, come nel caso degli iperattivi. Invece con altri, a livello motorio fai molto più lavoro perchè hanno comunque difficoltà, e bisogna impostare il lavoro in base alle necessità di ogni ragazzo.

DURANTE UNA LEZIONE SEI ISTRUTTORE, AIUTANTE, PSICOLOGO, AMICO..

Tutto questo e molto di più, devi essere disponibile soprattutto ad aiutare una persona in difficoltà, il resto viene dopo.

Questo è il lavoro che c’è dietro all’ippoterapia. Uomini e cavalli collaborano per regalare un pò di benessere a ragazzi sfortunati che non hanno la possibilità di di vivere una vita normale. Per i cavalli la disabilità non esiste: esiste solo la consapevolezza di avere a che fare con persone speciali e fragili che hanno bisogno di un amico che non li guardi con cattiveria. I cavalli sono anche questo. I cavalli sono creature splendide.

Marina Cau

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avatar Articolo scritto da Marina Cau il 10/02/2014
Categoria/e: Interviste, Primo piano.



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