La strana amicizia di Ingo e Napoleon, un cane e un gufo

Parliamo di antispecismo, concetto nuovo, ancora non molto chiaro se non a pochi, ma tanto intuitivo da poter essere interpretato come ognuno ritiene più opportuno.

Comunque l’idea, anche se generica, è abbastanza semplice, l’antispecismo abbatte ogni distinzione di specie, di razza, di genere; abbatte ogni pregiudizio che preclude, a chi da questo è stato sottomesso, la conoscenza vera, profonda e genuina di noi stessi, prima di tutto, e, di conseguenza, dell’altro da sé.

Ma il pregiudizio è soltanto umano, nessun animale ne conosce l’esistenza, è un’inutile sovrastruttura, risultato dell’unione tra ignoranza e presunzione.
Chi per primo si è sentito superiore ha dato vita ad un oscuro specismo dal quale ha avuto inizio una strage senza fine, praticata senza limiti, costantemente giustificata, priva di colpevoli perché permessa da coloro che stabiliscono cosa, per questo mondo, è normale.

E mentre noi divoriamo esseri viventi dei quali ci riteniamo padroni, distruggiamo la natura e pretendiamo di cambiarne le regole, urla antispeciste si fanno sentire da ogni parte.

Ne sono esempio Ingo e Napoleon, rispettivamente un cane e un gufo, che, diventati amici, passano insieme gran parte del loro tempo. Sono gli animali della fotografa naturalista Tanja Brandt che ha scattato lei stessa le bellissime immagini che ora vi proponiamo
È strano anche soltanto immaginare in che modo due animali così diversi possano interagire; vediamoli allora e, osservandoli, riflettiamo un po’…

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Noi che non abbiamo ancora imparato ad accettare uguaglianze e differenze tra uomo e donna, che non siamo ancora capaci di rispettare e comprendere una diversità, che troviamo buffa la disabilità; quanto abbiamo da imparare da chi vive con semplicità e umiltà questa vita!

Un’altra storia di questo genere ha come protagonisti un cucciolo di ippopotamo e una tartaruga grande ben 103 anni.
Da quando il piccolo ippopotamo ha perduto la sua famiglia è stato immediatamente accolto dalla sua amica che da allora lo porta con sé:

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Quanta diversità e, allo stesso tempo, quanta naturalezza in tutto questo.
E pensare che a noi fa ancora paura un colore della pelle diverso dal nostro; ma che male potrebbe mai farci?
È un po’ come quei cani che a lungo andare, dopo anni trascorsi in mezzo ai greggi, credono di essere pecore anche loro; perché no, a quanto pare per loro non c’è nulla di offensivo, mentre per noi, che di superiorità ne parliamo anche troppo, è ridicolo, sintomo di scarsa intelligenza e perdita di identità.

Quante cose ci perdiamo per la paura di integrarci nel mondo, iniziare a farne parte con tutti noi stessi, vivere a fianco di quelli che dovrebbero essere i nostri fratelli, conoscere il significato della parola condivisione!
Forse è tutto un po’ troppo confuso, poco concreto, ma chissà, magari dentro questo miscuglio troviamo qualche piccolo spunto di riflessione…

Gaia Di Giovanni

Gaia Di Giovanni

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avatar Articolo scritto da Gaia Di Giovanni il 03/03/2015
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.



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