E’ giunta una proposta per cercare di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri italiane e proviene dal sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria. La proposta non è complicata, ma difficile da attuare.

La proposta è di Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, il quale ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni in merito all’AdnKronos: “gli stranieri condannati scontino la condanna nei Paesi d’origine. E se rientrano in maniera illecita in Italia, si preveda per loro l’aumento di un terzo della pena”.

Così facendo si potrà risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri italiane, in quanto la politica non sta trovando alcuna soluzione adeguata per farlo.

Secondo Capece è possibile rendere il carcere più umano. Non vi è alcun pregiudizio razziale nei confronti degli stranieri ma solo la constatazione della non vivibilità delle carceri in questo momento.

Stando sempre alle parole del segretario generale del sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, sono fioriti alcuni dati eseguiti al 31 dicembre 2013: dei 62.536 detenuti presenti nelle carceri italiane, 21.854 (ossia il 34,95%) sono stranieri. Per il segretario Sappe, il governo “deve potenziare le espulsioni degli stranieri detenuti in Italia. Parliamo a livello nazionale di soli 896 espulsi nel 2011 e 920 nel 2012: rispetto ai circa 22mila detenuti in Italia sono solo una goccia nel mare”.

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