Syngenta, Bayer e BASF ovvero come uccidere silenziosamente il pianeta

Molte volte affrontando temi vari inerenti all’iper consumo di prodotti, all’ambiente ed allo sfruttamento di popolazioni e territori si finisce con l’approdare ad un punto morto: le multinazionali e si prosegue con l’ennesima dichiarazione in merito alla manodopera dei paesi in via di sviluppo ed allo sfruttamento agro-economico dei medesimi.

Se ci chiediamo perché le multinazionali stiano spingendosi sempre di più verso i paesi in via di sviluppo, beh la risposta è semplice, perché ancora molte delle normative vigenti in Europa in materia di diritti dei lavoratori, utilizzo di pesticidi e materiali tossici, controlli sul territorio e sulle filiere di produzione sono praticamente inesistenti e questo rende la vita facile alle grandi compagnie che si muovono in direzione Asia o Brasile per investire e poi reimportare il prodotto in Europa. E’ più facile dal punto di vista  legislativo, è più facile e proficuo dal punto di vista economico e assolutamente meno limitante per tutto il settore che investe nell’agro alimentare e fabbrica prodotti chimici, diserbanti e pesticidi in genere che sono poi utilizzati in agricoltura.

Un esempio silenzioso e di cui poco si parla, ma che è figlio di questo sistema è il mercato di milioni di dollari intorno al quale si muove l’attività di Bayer, Syngenta e BASF, ovvero delle maggiori case produttrici di pesticidi che stanno distruggendo il territorio ed uccidendo le api, anzi forse sarebbe meglio dire: uccidendo le api e quindi distruggendo il territorio.

Molti dei composti chimici che sono prodotti e venduti da queste multinazionali sono stati messi al bando da tempo in Europa ed ecco che si torna al discorso di cui sopra, in Europa sono vietati perché tossici e dannosi per ambiente, biodiversità, comunità locali, ma questo non è sufficiente a fermare il mercato globale che semplicemente si sposta da un luogo all’altro, produce facendola in barba ai regolamenti europei, che, almeno su carta, sono i migliori e poi quando tutto è pronto infiocchettato e confezionato lo rimette anche sul mercato destinato a quegli stessi paesi che ne avevano vietato l’uso, perché ormai è stato assorbito dalla catena di produzione, ma torna, anche se nascosto, sotto forma di cibo e tessuti.

I pesticidi prodotti da questi tre grandi giganti del mercato mondiale fanno strage di api (avvelenano letteralmente questi insetti sentinella così preziosi per il nostro ecosistema) e questo comporta una netta riduzione dell’impollinazione naturale e di conseguenza una drastica diminuzione della biodiversità e un impoverimento del terreno conseguente alla riduzione stessa della biodiversità. Conseguenza ultima una riduzione delle materie prime alimentari ed un futuro aumento, oneroso aumento, del costo del cibo sul mercato globale.

 E’ importante esserne a conoscenza? Si è fondamentale, perché nonostante tutti i raggiri e gli escamotage del mercato globale e delle multinazionali è sempre e solo il consumatore ad avere l’ultima parola ed il boicottaggio etico è la sua forza.

[Fonte contenuto ed immagini: publiceye.ch]

 

Jordana Pagliarani

Vuoi ricevere i nuovi articoli di EticaMente comodamente nella tua casella email?

Iscriviti alla Newsletter di EticaMente
avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 24/01/2014
Categoria/e: Ambiente, Primo piano.



Newsletter di EticaMente

Ricevi le nostre Notizie nella tua E-Mail


SpotLight

Favole e Fantasia
Accedi | Copyright 2010-2017 Eticamente.net è un progetto CiancioLab sas WebAgency - Partita IVA 04201560655