Orche intrappolate a vita: il divertimento dell’uomo

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Terminata l’estate volgono ormai al termine gli spettacoli dei parchi acquatici; delfinari e simili hanno lavorato sodo in nome del divertimento di grandi e piccini dimostrando che i mammiferi marini sembrano nati per dar spettacolo e, con salti, tuffi, sorrisi e giravolte, attirano intere famiglie a vedere costose esibizioni.

Pensiamo allora a SeaWorld, forse il più grande parco marino negli Stati Uniti, dove le orche vengono imprigionate e addestrate affinchè imparino a comportarsi da intrattenitori piuttosto che da animali.

Strappate al loro mondo, l’oceano, così grande e adatto alla grandezza di coloro che ospita, perdono per sempre le loro famiglie e passano il resto della vita a girare in tondo attorno alla vasca troppo piccola per essere la loro casa.

Le orche sono animali meravigliosi, amano la famiglia e, in gruppo, sviluppano enormi capacità comunicative, giocano, i grandi insegnano ai piccoli tutto quel che è necessario e, seguendo il corso della natura, vivono felici.

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Ad un tratto sono sole, lo spazio è troppo piccolo, smettono di comunicare e, imparando ad intrattenere, reprimono rabbia e aggressività troppo violente per essere controllate per sempre.

Infatti nel 2010 ha inizio il percorso degli attivisti che continua tutt’ora, scatenato da un terribile episodio, la morte di un’addestratrice che, durante uno spettacolo, di fronte e tantissimi spettatori, viene aggredita dall’orca e uccisa a causa di gravissime ferite.

E mentre il mondo chiama l’orca “assassina”, c’è chi ragiona con una logica migliore e si rende conto, invece, che quello che è assurdo è la pretesa di addestrare animali tanto liberi e selvaggi e stupirsi poi che questi, arrabbiati, possano uccidere chi li ha privati della loro vera vita.

Ormai da tanto tempo viene chiesta la liberazione delle orche ma visto che questa prigionia è assolutamente legale i risultati sono stati scarsi, fino a quando, quest’anno, finalmente, qualcuno nota che durante gli spettacoli troppe sedie dei parchi acquatici di ogni luogo sono rimaste vuote.

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Gli adulti comprendono quanto sia crudele questa realtà, i bambini con la loro sensibilità sanno bene che non è quello il posto dei giganti degli oceani, e proprio quest’estate i parchi marini sono stati boicottati subendo un terribile calo delle entrate e pessime pubblicità da parte si associazioni animaliste.

La strategia di ripresa dei dirigenti dei parchi è un rinnovo dell’ambiente, delle vasche, degli animali, ma non hanno mai pensato di fermare tutto perché mai hanno creduto di non essere in diritto di privare della propria libertà un altro essere vivente.

Quindi, da questo momento fino alla prossima estate, con azioni di protesta, flash mob, petizioni, lettere e tutto ciò che servirà, faremo in modo di far fallire anche la prossima stagione perché nessuno faccia più mostra della schiavitù come fosse qualcosa di divertente.

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Intanto Morgan, un’orca femmina, è in difficoltà; trovata ferita nel mare del Paesi Bassi, è stata recuperata e portata in salvo per essere curata e rimessa in libertà appena possibile; invece con l’inganno, subito dopo la guarigione, è stata trasferita a Tenerife dove la aspettava la sua prigione.

Adesso Morgan sta subendo un duro addestramento ed esegue spettacoli ridicoli e innaturali, ma facciamo in modo che la sua prigionia non diventi infinita e senza uscita, firmiamo la petizione per poterla liberare, per chiedere che vengano rispettati gli accordi iniziali che consistevano nel rilascio in mare dell’orca nel minor tempo possibile.

 

Gaia Di Giovanni

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avatar Articolo scritto da Gaia Di Giovanni il 23/09/2014
Categoria/e: Animalismo, Eventi e Petizioni, Primo piano.



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