Ecomafie: i dati di Legambiente per il 2013

Legambiente ha presentato il resoconto Ecomafia 2013, dove denuncia la situazione attuale in termini appunto di “ecomafie” ovvero di illegalità di vario tipo (ce n’è una vasta scelta che andremo a vedere) compiute dalla criminalità organizzata a danno dell’ambiente e della popolazione. Le ecomafie agiscono nell’ambito del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti, gran parte della questione si svolge proprio intorno a questo aspetto, in ambito edile e agroalimentare, in quest’ultimo caso con un numero di reati commessi ai danni della filiera di produzione con un valore pari a 78 milioni e 467000 euro di beni finiti sotto sequestro.

L’illegalità che agisce in questi settori, va ad infiltrarsi all’interno della catena di produzione o di smaltimento o di riciclo ed altera quello che sarebbe stato un processo a vantaggio della comunità e dell’ambiente trasformandolo in un’azione illegale da cui, tranne i diretti interessati, abbiamo tutti da perdere e anzi, sarebbe più corretto dire, inclusi i diretti interessati perché chi specula sull’ambiente fa danno a sè stesso e ai propri eredi.

La criminalità organizzata  riesce ad appaltare miliardi alle spalle dello stato e dei cittadini grazie alla corruzione. In realtà infatti, i crimini a danno dell’ambiente non sono puniti in maniera adeguata ma prevedono solo contravvenzioni che tutto sommato sembra valer la pena di correre il rischio di dover pagare, visto l’aumento di criminalità in questo ambito.

Mafie, investitori e lobby dell’edilizia speculano sul mercato del cemento costruendo in maniera abusiva ad un ritmo che non sta risentendo della crisi globale, un’altra parte della criminalità si dedica invece all’enorme business del riciclaggio e dello smaltimento di rifiuti, molti dei quali sono intercettati e spediti nei paesi asiatici.

Questo, secondo il report di Legambiente avviene soprattutto per quanto riguarda materiali come gomma e materie plastiche che sarebbero inizialmente destinate al riciclo e per le quali erano stati quindi spesi soldi pubblici per avviare il processo di riciclaggio ( mi riferisco in senso ampio a tutti i  processi necessari a rendere i materiali idonei ad essere nuovamente utilizzati)  e di riutilizzo, che sono intercettate dalle ecomafie e “deviate”, rendendo così vane tutte le spese affrontate dal portafoglio dello stato, in paesi come l’India e la Cina dove altre mafie locali e  non, d’accordo con le grosse case di produzione useranno quei materiali, molti dei quali tossici, per produrre a bassissimo costo prodotti che poi saranno nuovamente immessi sul mercato da cui erano usciti la prima volta con un giro di boa che sarà costato vite, sicurezza sul lavoro, danni all’ambiente.

Un altro danno enorme causato da tutto questo è la perdita di credibilità a cui è soggetto l’intero processo di salvaguardia ambientale, specialmente per quanto concerne i rifiuti e il riciclaggio, la sensazione che “sia tutto inutile” dilaga e tanto più nelle zone maggiormente interessate.

Tutto questo grande circo gira intorno ai soldi e quindi intorno ai consumatori e quindi anche intorno a noi  e per quanto possiamo sentirci impotenti dobbiamo ricordare che non lo siamo, che abbiamo potere d’acquisto e che è anche con le piccole scelte di ogni giorno che possiamo decidere quale futuro regalare ai nostri figli.

Qui di seguito la tabella riportata da Legambiente e il link per approfondire direttamente dal sito dell’associazione.

la classifica dell’illegalità ambientale in Italia nel 2012

   

regione

infrazioni accertate

percentuale sul totale

persone denunciate

persone arrestate

sequestri effettuati

1

Campania =

4.777

14%

3.394

34

1.153

2

Sicilia ↑

4.021

11,8%

2.938

25

926

3

Calabria ↓

3.455

10,1%

2.485

20

723

4

Puglia =

3.331

9,8%

3.251

28

1.303

5

Lazio =

2.800

8,2%

2.045

6

518

6

Toscana ↑

2.524

7,4%

1.989

2

596

7

Sardegna ↓

2.208

6,5%

2.698

15

643

8

Liguria ↑

1.597

4,7%

1.428

1

216

9

Lombardia ↓

1.390

4,1%

1.308

14

432

10

Emilia Romagna ↑

1.035

3%

944

0

310

11

Veneto ↑

995

2,9%

939

1

196

12

Umbria ↑

953

2,8%

769

0

170

13

Basilicata ↓

952

2,8%

455

8

127

14

Abruzzo ↓

822

2,4%

741

4

158

15

Piemonte ↓

799

2,3%

757

3

139

16

Friuli Venezia Giulia ↑

769

2,3%

628

0

282

17

Marche ↓

668

2%

720

0

224

18

Trentino Alto Adige ↑

621

1,8%

309

0

77

19

Molise ↓

358

1%

272

0

74

20

Valle d’Aosta =

45

0,1%

62

0

19

 

TOTALE

34.120

100%

28.132

161

8.286

Fonte: elaborazione Legambiente su  dati forze dell’ordine, Capitanerie di porto e polizie provinciali (2012)

 

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 13/01/2014
Categoria/e: Ambiente, Notizie, Notizie da Legambiente, Primo piano.



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