La donna che adottò il vitellino: una storia tenera e delicata

Tanta volte abbiamo parlato di adozione interspecifica tra uomo ed animale, ma abbiamo sempre citato casi in cui sono stati gli animali a prendersi cura di un piccolo cucciolo d’uomo, in cui lupi, primati e persino orsi dedicavano le loro cure ad un piccolo abbandonato e ritrovato nella giungla, la storia di oggi però racconta un episodio inverso.

Questa volta è una donna, una madre umana, che ha deciso di prendersi cura di un piccolo di un’altra specie, di sostituire la madre biologica in barba a tutte le differenze di specie perché un cucciolo è un cucciolo e una mamma è una mamma e non c’è specie che tenga, perché il dono meraviglioso di poter dare la vita è un mistero che avvolge tutto l’universo e non solo quello degli esseri umani, perché poter salvare la vita di un altro essere vivente è e sarà sempre, la cosa più bella del mondo, il regalo più grande che possiamo fare a noi stessi.

Ci tengo a raccontare questa storia e a mostrarvi il video perché accade così spesso di raccontare avvenimenti che hanno a che fare con l’incoscienza dell’essere umano, con la sua incapacità di prendersi cura degli esseri che lo circondano ed è importante ricordare a noi stessi che siamo anche capaci di grandi gesti, che le notizie negative devono servire a tenerci informati e all’erta e quelle positive come esempio di quanta meraviglia c’è nel mondo di quanto amore possiamo dare se lo desideriamo.

Questa storia è ambientata in Rajasthan, una zona desertica dell’India centro occidentale, in un piccolo villaggio vive Chouti Bai una donna ed una mamma. I vitelli girano liberamente nei villaggi indiani ed è facile vederli con le loro mamme e trascorrendo un po’ di tempo nel villaggio si impara anche a riconoscerne qualcuno, Chouti aveva visto che la mamma di questo vitellino era morta solo pochi giorni dopo il parto e così ha deciso di accudirlo come se fosse un bambino, allattando il piccolo più volte al giorno con il latte che lei ancora aveva.

Il vitellino allattato con latte umano e con un plus di chapati (un pane tipico fatto con farina integrale e acqua) è cresciuto in modo normale, come se avesse ricevuto un normale svezzamento e avendo subito una sorta di imprinting da parte di Chouti ora la segue ovunque.

Il villaggio del Rajasthan dove è accaduto questo fatto, a parer mio delicato ed emozionante, è un villaggio povero dove il benessere e l’occidentalizzazione non sono ancora arrivati e dove, anche se potrebbe sembrare un paradosso, c’è più libertà d’azione, senza al spinta della crescita sociale a tutti i costi le persone sembrano aver mantenuto più semplicità e spontaneità.

Ecco il video

 

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 09/01/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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