Il Saluto al Sole: per risvegliare l’eterna primavera che abita in noi

“Il saluto al sole é in grado di darti energia e calore, perfino nei giorni più bui e freddi dell’inverno.”
Carol Krucoff

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E l’inverno a volte c’è l’abbiamo dentro, in seguito ad un lutto, ad una separazione, quando ci sentiamo abbandonati, soli, traditi o feriti.
La tristezza viene per farci perdere le foglie e i rami secchi, le cose inutili che la nostra mente ha accumulato, per aprire le porte al nuovo, al cambiamento, al prossimo ciclo che ricomincia.
Lo fa per preparare la rinascita che verrà.
La tristezza ci fa morire per ricordarci che in noi esiste il nostro seme, la nostra creatività, e questo seme ha bisogno di acqua, le nostre lacrime, e poi dell’energia del sole che é sempre dentro di noi.
C’é in noi una continua “secrezione”, un principio creativo che vuol rinnovarci a ogni istante, insomma ci abita un’eterna primavera e per risvegliarla non c’é niente di meglio che il saluto al sole!

Il saluto al sole, o surya namaskara, é una pratica yogica molto antica.
É una sequenza dinamica composta da dodici posizioni, una sorta di danza in onore del sole.
Un benvenuto al giorno che sta nascendo con l’intento di iniziarlo concentrati e vigili, pieni di forza e di gratitudine.
Il gesto di questo saluto é un omaggio all’aspetto più elevato di noi stessi: lo spirito, intendendo il corpo come “luce solare condensata”.

young woman exercising power yoga

Ma è anche un rituale alchemico magico che riprende e riflette tutta la potenza e l’energia del sole che nelle civiltà antiche veniva adorato e venerato come Dio.
Se “leggiamo” il saluto al sole dal punto di vista simbolico, ogni gesto è pura poesia.
Il movimento di un braccio è un’offerta del proprio arto al Divino e non é semplicemente esercitare un muscolo, ma significa: “Ecco, ti dono il mio braccio, ricevo da te forza e movimento”.
Un piegamento in avanti verso il basso, accompagnato da un’espirazione, é un gesto di umiltà,  modestia, un inchino alla Madre Terra.
Un movimento verso l’alto e all’indietro é come guardare il cielo, mentre mi riempio di sole e di luce.
Mantenere la posizione più a lungo simbolizza la longevitá e, in effetti, la vita si prolunga.
Mantenere invece una posizione immobile significa non disperdere energia.
Il saluto al sole é uno dei metodi più efficaci per conseguire una salute perfetta e per un risveglio energetico e spirituale.

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Il numero dodici non é certamente casuale. La filosofia yogica era estremamente attenta alla scienza dei numeri.
Il dodici rappresenta la trinità in un’ottava maggiore e indica un grande livello di comprensione e saggezza.
Molti sistemi numerici antichi erano basati sul dodici: dodici sono le costellazioni, dodici i mesi dell’anno, dodici le ore in cui é suddiviso l’orologio, ecc…

I maestri yoga sostengono che il saluto al sole abbia un impatto psicologico profondo e importanti implicazioni spirituali perché stimola le energie sottili che conducono ad uno stato di consapevolezza superiore.
Dal punto di vista fisico, tramite questi movimenti morbidi e fluidi, tutte le articolazioni vengono sciolte e attivate in modo dolce. Il primo scopo evidente é quello di irrobustire il corpo e mantenerlo agile e flessibile.
I muscoli, i tendini e i legamenti del lato anteriore e posteriore del corpo vengono alternativamente contratti e distesi; respirazione, circolazione, sistema nervoso e ghiandole endocrine vengono stimolati, cosicché il flusso vitale é rafforzato e il corpo, dopo l’esercizio, avverte uno stato ottimale di benessere.

DESCRIZIONE DELLA SEQUENZA (Immagini by Chiara Benini)

1) Prima posizione
In piedi, le mani sono unite davanti al petto.

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2) Seconda posizione
Inspirando estendo in alto e all’indietro le braccia, mantenendo la colonna in allungamento e il petto aperto.

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3) Terza posizione
Espirando mi piego in avanti con il busto aprendo le braccia lateralmente e portando poi le mani ai lati dei piedi.

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4) Quarta posizione
Inspirando porto indietro il piede sinistro, punto il ginocchio a terra e vado in affondo aprendo il petto.

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5) Quinta posizione
Espirando porto indietro anche il piede sinistro, sollevo il bacino verso l’alto tenendo gambe e braccia tese. Il corpo assume la forma di un triangolo.

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6) Sesta posizione
Scivolando in avanti poggio a terra il mento, il petto e le ginocchia, mantenendo il bacino sollevato.

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7) Settima posizione
Inspirando stacco le ginocchia da terra proiettandomi in avanti e verso l’alto senza cambiare la posizione di mani e piedi.

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8) Ottava posizione
Espirando porto il bacino verso l’alto formando nuovamente un triangolo con il corpo.

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9) Nona posizione
Inspirando porto avanti il piede sinistro, punto il ginocchio destro a terra e vado in affondo aprendo il petto.

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10) Decima posizione
Espirando porto il piede destro in linea con il sinistro piegandomi in avanti come nella terza posizione.

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11) Undicesima posizione
Inspirando apro le braccia lateralmente e verso l’alto salendo con il busto, poi mi inarco all’indietro aprendo il petto come nella seconda posizione.

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12) Dodicesima posizione
Espirando raddrizzo la schiena portando le mani giunte al petto.
E sono pronto a ricominciare.

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Ricorda che per godere dei massimi benefici di questa sequenza, ogni singola parte va eseguita partecipandovi con tutta la mente.
La mente renderà la pratica non solo elegante, ma anche potente.

Quando senti di aver fatto un numero di ripetizioni giusto per te sdraiati e ascolta quello che succede al tuo interno.
Il ritmo della “tua danza” risuona ancora nel tuo corpo; con gli occhi della mente osserva ancora questi movimenti.
Con la pratica, a poco a poco, scoprirai un nuovo linguaggio del corpo, una piacevole sensazione di leggerezza.
Affidati sempre più al tuo corpo e alle tue sensazioni.
Non avere fretta, non ricercare la perfezione.
Sperimenta sempre nei tuoi limiti, nelle tue possibilità, come se il tuo corpo divenisse sempre più un territorio da percorrere, da esplorare e da riconoscere.
Concediti una pratica di gioia e di piacere!
Lavorando con il corpo si può andare oltre il corpo: spesso ci accorgiamo di avercelo soltanto quando ci fa male da qualche parte.
Provando invece una sensazione di benessere senza fastidi o dolori muscolari, raggiungiamo uno stato di libertà e di chiarezza mentale, che ci guida nella vita e ci cambia.
Lo yoga trasforma la vita in una danza!
Usa la respirazione come guida, non forzare i movimenti.
Se la tua respirazione accelera probabilmente devi rallentare il ritmo della pratica.
Durante la sequenza lascia che sia il tuo corpo a condurti, rispetta i tuoi limiti, solo in questo modo diventeranno possibilità.
Concediti il tempo di riscoprire un nuovo linguaggio del corpo a qualsiasi età, in qualsiasi momento…non é mai troppo tardi!
Divertiti!
Se senti dolore interrompi la posizione.
Il saluto al sole ti porterà direttamente nel cuore dei paradossi dello yoga, ossia quella apparente inconciliabilità di principio tipo “mi allungo e vado nel profondo” come fossero tratti da Alice nel paese delle Meraviglie.
E la tristezza lascerà il posto alla gioia, l’inverno alla primavera: sorridi, ventiquattr’ore nuove di zecca sono davanti a te!

Chiara Benini

Bibliografia
Chakra yoga, Dawio Giovanni Bordoli e Maria Theresia Bitterli, www.centroyogamandala.ch
Come uscire dalla depressione di Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, Edizioni Riza
Yoga dinamico facile, di Benedetta Spada, Anima Edizioni
Yoga for dummies, Georg Feuerstein, Larry Payne, Hoepli Edizioni
Lo yoga dei cinque elementi, Kirti Peter Michel, Wolfang Wellmann, Edizioni Mediterranee

Chiara Benini

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avatar Articolo scritto da Chiara Benini il 29/05/2015
Categoria/e: Anteprima, Chicche di Yoga.

Chiara Benini, educatrice di Asilo Nido, insegnante di yoga, di pilates e di danza moderna per bambini. Quello che cerca di insegnare a tutti i suoi allievi è ad aprire il proprio cuore perchè quando il cuore è aperto tutti i luoghi sono "casa" e tutte le persone sono "amici". Su Eticamente cura la rubrica "Chicche di Yoga".

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