Ettore: il Maialino Domestico Ucciso dai Vigili del Fuoco

Era un animaletto amato e accudito dai suoi amici umani, viveva in casa, come il cane o il gatto di casa. Ettore era un maialino domestico, coccolato e nutrito come un componente della famiglia, fino al giorno in cui qualcuno ha visto in lui non un amico pelosetto, ma un pezzo di carne che ancora camminava.

Roberta P., questo il nome della sua “mamma” adottiva, ha raccontato la storia di Ettore, il suo pelosetto “non convenzionale” che un giorno le è stato riportato a casa dentro a dei sacchetti da freezer, pronto per essere congelato. Ma quello che concorre ad aumentare il suo dolore, è che i “colpevoli” sono i vigili del fuoco di Gardolo, dove un pò di tempo fa, la stessa sorte era toccata a Sgronfy, una maialina vietnamita uccisa a bastonate.

 

Ettore  era uscito di casa una mattina, insieme ai suoi amici cani, sempre della “famiglia” della signora Roberta, e non era più tornato a casa. Ettore non torna, e la signora Roberta lo cerca dappertutto, aiutata da parenti e amici. Il 3 di dicembre, scopre che il maialino è presso i vigili del fuoco di Gandolo.

Ed è qui che incomincia il mistero di Ettore: la prima versione dice che “il maialino è stato lasciato nei boschi vicino a casa”, ma di lui nessuna traccia. Allora ecco che spunta una seconda versione: ” il maialino è stato trovato mezzo morto ed è stato soppresso“, come afferma il caposquadra. La signora Roberta è sconvolta e non riesce a credere che il suo amico abbia fatto quella brutta fine, ma chiede e pretende di sapere dov’è il corpo di “Patatone”, come lo chiama lei.

Ma la verità è ancora più brutta: Ettore è stato ucciso e fatto a pezzi, pronto per essere cucinato e mangiato, senza nemmeno i controlli basilari da parte di un veterinario e senza seguire le normali regole sanitarie. 

A sostenere Roberta, per la perdita del suo amico, c’è grande solidarietà che arriva da ogni parte e a a Gardolo sono comparse delle sagome in legno con il musetto del  maialino piangente e una bara bianca. Anche gli attivisti locali si stanno muovendo, hanno infatti organizzato un presidio per chiedere giustizia nel centro di Trento per il 29 Dicembre.

Certe persone non vedono al di là del proprio naso: non pensano che un animale come un maialino possa dare affetto e riceverne, pensano purtroppo che sia solo l’equivalente di una bistecca pronta per essere cucinate. E di questo non possiamo fare altro che rattristarci.

 

 

Marina Cau

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avatar Articolo scritto da Marina Cau il 15/12/2013
Categoria/e: Animalismo.



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