Lago spontaneo a Roma: la rivincita della natura

Questa è una di quelle notizie che fanno pensare e sperare, riflettere e ricordare che la natura ha mille strade, mille sbocchi, mille scappatoie e che alla fine riesce sempre ad emergere.

Nel cuore di uno dei quartieri periferici di Roma, dietro alle strade ed ai binari dei tram, dietro al grigio dei palazzi periferici, in uno dei quartieri che ami o odi, uno di quelli che racchiude il fascino multietnico della capitale, dove le persone si uniscono o dividono in nome delle ideologie e non del colore della pelle, dove la tolleranza si è trasformata, veramente, in molti casi, in integrazione, in un posto così la natura ha deciso di premiare chi crede ancora in questa città, facendola in barba a tutti quelli che approfittano del degrado urbano o delle strade da rifare, del fatto che non si tratti di pieno centro storico e quindi non ci sia il business del turismo a far da guardiano, per speculare ed edificare a basso costo, mangiando spazio vitale per i cittadini e per il territorio.

Sulla Via Prenestina, alle spalle degli edifici, ormai in disuso della SNIA, si è formato uno specchio d’acqua che è decisamente ben riduttivo chiamare così considerando che si tratta di una superficie  di 10.000 metri quadri, più grande del famoso laghetto di Villa Borghese, tanto per dare un termine di paragone a chi conosce la città.

Ma da dove viene questo angolo acquatico non solo affascinante, ma ricco di fauna e flora tipiche degli specchi d’acqua dolce?

 

Negli anni novanta il proprietario dell’area interessata falsificò la documentazione inerente per riuscire ad ottenere i permessi necessari a costruire un centro commerciale, proprio li, tra via Prenestina e via dell’Acqua Bullicante, ma a lavori ormai iniziati le ninfe di quella Roma una volta definita Regina Aquarum sembra abbiano deciso di far sentire nuovamente la loro voce e i lavori furono interrotti a causa di una falda acquifera che impediva la costruzione di quello che sarebbe stato il parcheggio del centro commerciale.  In seguito si scoprì che le carte per l’ottenimento dei permessi erano state falsificate ed il progetto fu sospeso.

In quest’arco di tempo, dagli anni novanta ad oggi, la natura si è riappropriata di ciò che le apparteneva, la falda acquifera fuoriuscita ha portato a termine il suo compito e si è formato questo incredibile lago ora patrimonio di tutti, che ha dato vita ad un angolo d’acqua dolce dove la vegetazione la fa da padrona e specie acquatiche e terrestri si stanno moltiplicando. Alla fine tutto torna.

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 09/12/2013
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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