Olbia, domestica licenziata: la famiglia Bassu si difende dall’accusa: “E’ tutto falso!”

Giusto ieri in un precedente articolo (che potete trovare qui) vi abbiamo raccontato la storia di Alessandra Dalu, una colf che ormai da due anni lavorava come domestica per un noto e benestante imprenditore di Olbia, la quale è stata licenziata con un semplice sms dopo aver informato i suoi datori che non sarebbe potuta andare al lavoro per soccorrere la sorella, vittima dell’alluvione che nei giorni scorsi ha colpito la Sardegna.

La donna aveva deciso di denunciare l’episodio all’emittente regionale “Cinquestelle Sardegna“, e questa storia ha in un men che non si dica creato molto scandalo e scalpore.

Ma ecco che, puntuale, arriva la smentita dei suoi datori di lavoro, Rosella Tedde e Salvatore Bassu, quest’ultimo anche nella sua qualità di legale rappresentante dell‘Impresa Bassu e C Costruzioni srl.

In essa, viene spiegato che la colf aveva inviato a Rossella il seguente sms “CIAO RO da lunedi posso rientrare“, al quale la donna ha risposto con un “Ciao, non ho bisogno“. Risposta che è stata però fraintesa, poichè Rossella con quell’sms non voleva “licenziarla”, come Alessandra ha dichiarato, bensì dirle semplicemente che per quella giornata non avrebbe avuto bisogno del suo aiuto.

Tra l’altro, secondo quanto spiegato nella smentita, Alessandra non è mai stata una dipendente in casa Bassu, poichè non ha mai intrattenuto un rapporto di lavoro subordinato nè tantomeno percepito una retribuzione fissa e predeterminata: le prestazioni di pulizia svolte presso l’abitazione, infatti, erano solo occasionali, in base alle reciproche necessità che di volta in volta si verificavano.

Oltretutto pare che Alessandra abbia rilasciato una diversione versione dei fatti anche per quanto riguarda la motivazione che le ha impedito di andare a lavoro: la donna, infatti, non ha spiegato alla famiglia Bassu di non potersi presentare a lavoro perchè doveva soccorrere la sorella, bensì perchè impossibilitata a uscire di casa dal momento che la via era completamente allagata a causa dell’alluvione.

Qui di seguito ecco la smentita ufficiale rilasciata dalla stessa famiglia Bassu:

“Olbia, 25/11/2013

I sottoscritti Rosella Tedde e Salvatore Bassu, quest’ultimo anche nella sua qualità di legale rappresentante della Impresa Bassu e C Costruzioni srl, intendono richiedere, formalmente e ad ogni effetto di legge, debita smentita e rettifica di quanto rappresentato nei richiamati articoli, con invito a riportare le precisazioni di seguito riportate.

A seguito dell’evento alluvionale che nella giornata del 18/11 u.s. ha tragicamente colpito la città di Olbia, con la perdita di vite umane, ha profondamente offeso la dignità di persone, di genitori e di imprenditori dei sottoscritti che operano in questo territorio in maniera onesta e trasparente la falsa rappresentazione dei fatti riportata dalla Sig.ra A.D. che sembra, lei si, volere strumentalizzare il doloroso momento che la popolazione olbiense sta attraversando nell’evidente intento di perseguire un indebito profitto, facendo apparire le nostre persone come assolutamente insensibili alle sue esigenze personali e vieppiù animate da una volontà prevaricatrice dei suoi diritti in questa difficile situazione.

Si intende innanzitutto precisare che la Sig.ra A.D. non è mai stata dipendente dei sottoscritti in quanto non ha mai intrattenuto un rapporto di lavoro subordinato, né ha mai percepito una retribuzione fissa e predeterminata poiché le prestazioni di pulizia svolte presso la abitazione e gli uffici sono consistite in prestazioni occasionali, effettuate secondo le necessità reciproche che di volta in volta si verificavano.

In tale situazione la Sig.ra A.D. non è mai stata una lavoratrice << in nero>>, avendo ricevuto in base alle prestazioni svolte il debito corrispettivo.

Verò è che pur essendo onere della stessa Sig.ra A.D. provvedere ai necessari adempimenti di carattere fiscale, la stessa ha sempre rappresentato rilevanti difficoltà a dichiarare al fisco i proventi derivanti dalla propria attività, ( peraltro prestata in favore di diversi soggetti in Olbia, oltre gli scriventi ) per la sussistenza di pregresse pendenze a suo carico e del proprio coniuge, nonché di azioni di recupero coatto già intraprese da Equitalia.

Effettuata tale preliminare precisazione, si deve altresì evidenziare che in ogni caso i rapporti intercorsi tra gli scriventi e la Sig.ra A.D. sono sempre stati improntati al profondo rispetto della sua persona e della sua famiglia, segnatamente della sua bambina che in diverse occasioni, onde consentirle di lavorare agevolmente nei casi in cui non vi era la disponibilità di altre persone al di fuori dell’orario scolastico, è stata ospite presso l’abitazione dei sottoscritti ed ha giocato con le loro figlie, come se fosse un’altra essenziale componente della famiglia.

La Sig.ra A.D. rappresenta falsamente di avere riferito agli scriventi di non potere svolgere le pulizie in quanto doveva recarsi ad aiutare la propria sorella. La Sig.ra A.D. ha per contro rappresentato nella mattinata del 19/11 us di non poter uscire dalla propria abitazione a causa dell’allagamento della via, ove tutti i veicoli parcheggiati erano rovinati dall’alluvione; ciò che ha comunque trovato la incondizionata comprensione dei sottoscritti.

Ed infatti l’ultima preoccupazione degli scriventi era quella di non poter fare le pulizie nella propria abitazione, considerato che erano personalmente impegnati a prestare aiuto ai propri familiari in via Donizetti ed all’intero complesso condominiale DONIZETTI, provvedendo a rimuovere il fango ed a pulire gli appartamenti con una idropulitrice come potranno riferire i condomini tutti.

Gli scriventi si stavano occupando poi per l’intera settimana di lavare ed asciugare la merce custodita dai propri familiari nel seminterrato di via Donizetti e necessaria per l’esercizio del commercio ambulante dagli stessi svolto. Già nella tarda serata del 18/11 e sino a notte fonda i sottoscritti erano preoccupati di aiutare e sostenere familiari e conoscenti nel complesso condominiale di via Donizetti. Peraltro presso la propria abitazione venivano ospitate delle ragazze,( compagne di studi di una della proprie figlie) che non potevano rientrare presso le loro abitazioni in Siniscola e Nuoro.

Gli scriventi, lungi dal dimostrare insensibilità ai gravi problemi che hanno colpito la comunità di Olbia, si sono ulteriormente adoperati per dare aiuto concreto a tutti coloro che ne hanno necessità, ponendo a disposizione del Comune, per il tramite dei Servizi Sociali, degli appartamenti di proprietà della Impresa Bassu; di fatto già un appartamento è occupato da un ragazzo rimasto privo di abitazione.

I furgoni della impresa Bassu sono in giro per la città trasportando generi di prima necessità alla popolazione.

Quanto all’asserito licenziamento, neppure possibile poiché insussistente un rapporto di lavoro subordinato, occorre precisare che vi è stato uno scambio di sms tra la Sig.ra A.D. e la sottoscritta Rosella Tedde.

La Sig.ra A.D. ha inviato un sms del seguente tenore letterale: <<CIAO RO da lunedi posso rientrare>> cui ha fatto seguito quello inviato da Rosella Tedde alla Sig.ra A.D. del seguente tenore: << CIAO,NON HO BISOGNO>>; con ciò evidentemente significando che non vi era necessità per quelle giornata proprio considerato il fatto che gli scriventi erano impegnati ad aiutare i propri familiari nel recupero della merce da vendere.

La Sig.ra A.D. ha intenzionalmente frainteso il significato del sms ed ha contattato telefonicamente la sottoscritta , rivolgendole una serie di epiteti ed ingiurie e rifiutando di colloquiare in maniera serena anche con il Sig.Salvatore Bassu, immediatamente preoccupatosi di chiarire la questione. Vi è stato poi un successivo colloquio con il marito della Sig.ra A.D. che ha solo preannunciato che della vicenda si sarebbe occupata la stampa e la televisione.

La Sig.ra A.D. ha contattato i mezzi di informazione aL preordinato scopo di ottenere un indebito profitto, facendo divulgare fatti falsamente rappresentati ed arrecando offesa all’onore ed al decoro, anche professionale degli scriventi che si stavano prodigando, come sempre si sono prodigati, anche in favore della Sig.ra A.D., per sostenere le persone in particolare difficoltà, essendo l’Impresa Bassu Costruzioni peraltro impegnata in iniziative benefiche.

E ciò a tacere del fatto che l’impresa BASSU COSTRUZIONI, cosi come i sottoscritti, non hanno mai assunto lavoratori e collaboratori in maniera irregolare. Nel formulare riserva di agire nelle debite sedi per la tutela del buon nome degli scriventi e della Impresa Bassu Costruzioni, i sottoscritti chiedono la integrale pubblicazione di quanto sopra riportato.”

Insomma, una smentita chiara, precisa e abbastanza esauriente. Cosa dobbiamo aspettarci adesso? Ci attenderà un’altra risposta da parte di Alessandra? Resta il fatto che questa faccenda andrà ancora avanti, ma questa volta a suon di carte bollate…

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Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 26/11/2013
Categoria/e: Lavoro, Notizie, Primo piano.



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