Matsyendrasana: una posizione yoga per aprire corpo e mente

Possono essere praticate in piedi, seduti, proni, supini, in posizione capovolta, in modo dinamico o statico.Sciolgono la schiena liberandola non solo dalle tensioni muscolari superficiali ma, grazie allo stiramento, agiscono positivamente anche sulla muscolatura più profonda. Agiscono oltre che sul piano fisico, su quello interiore, purificando le emozioni antiche, quelle sedimentate in profondità.

posizioni-yoga

Sono le posizioni di rotazione o torsioni. ”La spirale è la vita” diceva Teilhard de Chardin, ancora prima che fosse effettivamente scoperto che all’origine di ogni forma vivente si trova il DNA (acido desossiribonucleico): due eliche complementari fra loro, che con un movimento a spirale nello spazio, formano la struttura della vita.

Se penso ad una spirale mi arrivano immediatamente l’immagine di una scala a chiocciola, del guscio di una lumaca, di un mulinello d’acqua, di una stella filante, di una rotella di liquirizia…
Vedo le corna dell’antilope, una vite, ma anche la danza volteggiante dei ”dervisci rotanti” dell’Afganistan o della Turchia che conduce a uno stato di ”trance” con la finalità di collegarti al cosmo.

Questo movimento, questa dinamica, così come la grazia del motivo della spirale, vengono riprodotti dalla colonna vertebrale nelle posizioni di rotazione.

Posture che spesso possono essere mantenute molto a lungo quando il corpo si trova in una posizione confortevole, e che producono una notevole apertura (in particolare nella cintura scapolare).

Allo stesso tempo energetiche e rilassanti, procurano praticandole una deliziosa sensazione di benessere e distensione.
Matsyendrasana è una delle torsioni più conosciute grazie al mito di Matsya, primo maestro di yoga.

Matseyendrasana

Il mito parla di un mare primordiale dove le rocce celano i gesti del dio Shiva che sta istruendo, asana dopo asana, la sua sposa Parvati, perché l’esperienza si può trasmettere solo con il corpo.
Tuttavia, con la pratica, la mente assume la forma del corpo: con lo yoga è possibile contattare il nostro universo interiore.
Shiva svela a Parvati i segreti di questa pratica che dona equilibrio e immortalità e che, proprio per tal motivo, è interdetta agli uomini.
Matsya, un piccolo pesciolino, assiste suo malgrado, al compimento di quegli insegnamenti e, folgorato da tale visione, si impossessa di questo segreto divino.
Così come tanti miti raccontano la sorte di chi osa sfidare Shiva, il destino di Matsya si gioca in quei brevi istanti.
In questa occasione, però, il dio manifesta tutta la sua benevolenza: lo spruzza con un pò d’acqua e il pesce assume un corpo umano trasformandosi in Matsyendra, il primo Maestro di yoga, colui che ha saputo infrangere le leggi della morte e che avrà il compito di diffondere la pratica dello yoga tra gli uomini.

Ardha Matsyendrasana: ecco come compiere questa posizione di rotazione.

Ardha significa ”metá”: questa posizione è dunque una versione semplificata di Matsyendrasana.
Metodologia
Siediti con le gambe tese, i piedi uniti e la colonna vertebrale allungata verso l’alto.
Appoggia le mani sulle ginocchia. Porta il piede destro a terra al di là del ginocchio sinistro piegando la gamba. Piega la gamba sinistra verso destra e appoggia il tallone sul gluteo destro.
Intreccia le mani sul ginocchio destro e, facendo forza con le braccia controlla l’allineamento della colonna vertebrale. Distribuisci il peso in egual misura sui due glutei.
Avvicina l’ombelico alla colonna e porta la tua consapevolezza sul respiro che fa espandere il torace.
Ruota il busto verso destra e porta il braccio sinistro al di là della gamba destra.
La mano sinistra afferra il piede o la caviglia destra.
Facendo leva con il braccio sinistro intensifica la rotazione del busto girando anche la testa.
Appoggia la mano destra dietro la schiena, a terra, vicino al bacino.
Ora respira gonfiando e sgonfiando la pancia continuando a spingere i glutei verso il pavimento e il vertice della testa verso il soffitto.
Mantieni la posizione iniziando con 5 respirazioni e poi aumenta gradualmente con la pratica.
Sciogli lentamente la posizione tornando con le gambe tese in avanti e le mani sulle ginocchia.
Chiudi gli occhi e ascolta tutte le sensazioni che arrivano.
Ripeti la posizione anche sul lato opposto.

Matsyendrasana4

Chiara Benini

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Chiara Benini

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avatar Articolo scritto da Chiara Benini il 29/04/2015
Categoria/e: Chicche di Yoga, Primo piano.

Chiara Benini, educatrice di Asilo Nido, insegnante di yoga, di pilates e di danza moderna per bambini. Quello che cerca di insegnare a tutti i suoi allievi è ad aprire il proprio cuore perchè quando il cuore è aperto tutti i luoghi sono "casa" e tutte le persone sono "amici". Su Eticamente cura la rubrica "Chicche di Yoga".

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