Il lavoro nobilita l’uomo: l’homeschooling raccontato dai bambini

L’esperienza dell’homeschooling mi tocca da vicino, perchè nel dicembre del 2013 ho deciso di intraprendere per un anno e mezzo questa esperienza con le mie due figlie (un anno e mezzo perchè poi la mia figlia più grande avrebbe cominciato la scuola primaria. Lei aveva già frequentato una scuola prima di intraprendere l’homeschooling). Siccome tempo fa scrissi per Eticamente proprio sull’homeschooling Montessoriano, ho pensato di proporvi un articolo su questa esperienza attraverso però lo sguardo del bambino. Ecco ciò che ne ho ricavato parlando con le mie figlie (tra parentesi vi sono frasi o parole non in corsivo, sono miei interventi per spiegare meglio cosa intendono le mie figlie).

Volevo anche precisare che i bambini imparano qualsiasi parola. Per loro “nomenclatura” per esempio non è una parola difficile o strana, è come mamma o papà o magari un po’ più difficile da pronunciare come bicchiere, ma è una parola come tante. Siamo noi che non siamo abituati a termini un po’ altisonanti… Volevo precisare questo perchè le mie bambine utilizzano i termini Montessori parlando perchè sono termini che io uso quotidianamente con loro!

Domande sull’homeschooling poste a Gioia, 5 anni

1) Sei contenta di fare scuola a casa?

Si, molto.

2) Perché? Cosa ti piace della scuoletta? 

Che sto con te mamma e con te mi diverto di più, mi sento considerata, tu mi stai vicino quando faccio le cose.

3) Non ti manca non avere dei compagni con cui giocare? 

No non mi mancano… Un po’ si, ma poco.

4) C’è qualcosa che ti manca della scuola? 

No. 

5) Cosa diresti ad un altro bambino della tua scuoletta? 

Che è tutto bello. Io a scuoletta mi sento bene. Stare con la mamma è bello. 

6) E cosa ti piace di più fare a scuoletta? 

La matematica con le aste numeriche e le attività artistiche come ritagliare, disegnare e dipingere, sono quelle che mi piacciono di più. 

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Gioia che dipinge. Immagine by Manuela Griso

7) Racconta la tua giornata ad un tuo amico

Salgo, scelgo un lavoro. Di solito scelgo di dipingere, o incollare ritagliare, disegnare. Mi piace anche leggere o scrivere o fare la matematica con la mamma o fare le nomenclature difficili (es. Quelle degli organi); imparare il tempo, (i giorni, le stagioni); la geografia (l’Italia e le sue regioni)… Poi riordino il lavoro e  ne scelgo un altro (magari con la pasta di sale o con la sabbia cinetica) poi riordino. Mi piacciono i lavori che riguardano i sensi (cilindri del suono, senso stereognostico, riconoscere gli odori). Mi piacciono meno i lavori di vita pratica e i lavaggi perché ormai li so già fare bene quindi li faccio poco. Mi piace preparare la merenda tagliando la frutta e facendo la spremuta. Poi dopo la merenda scendiamo e giochiamo in giardino se fa bello e in casa se fa brutto.

8) Cosa ti da il lavoro? Come ti senti quando lavori? 

Quando lavoro mi sento più felice. Poi quando magari litigo con la Shanti (la sorella di 3 anni), salgo e faccio un lavoro che mi piace e questo mi calma e mi sento meglio.    

Domande sull’homeschooling poste a Shanti, 3 anni

1) Ti piace fare scuola a casa?

Sì, fare scuola con la mamma è bello.

2) Cosa ti piace di più fare a scuoletta?

Quello che mi piace di più è la matematica con i fuselli o sul libro dove ripasso i numeri, e la nomenclatura della fattoria; sbucciare le arachidi per mangiarle, fare la spremuta, i travasi e i cilindri del suono. Mi piace dipingere e ritagliare e incollare; fare la collana con le perle per la mamma e lavare la bimba. Oggi ho cucito il quadrato e mi è piaciuto perché è un lavoro difficile. Anche fare la pizza mi piace!

3) Ti piace lavorare?

Sì, mi piace fare i lavori difficili.

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Shanti mentre lavora. Immagine by Manuela Griso

Nella loro semplicità queste risposte fanno capire la visione dei bambini in merito all’homeschooling ma anche e soprattutto in merito al lavoro. Loro amano lavorare e amano mettere sempre in gioco le loro capacità, migliorarsi, sfidarsi. Chiaramente amano farlo con la mamma, come credo tutti i bambini del mondo, ma la cosa che mi ha reso felice è sentire che per loro questo è un arricchimento e non un limite. Descriverebbero la loro esperienza ad un coetaneo come un fatto gioioso, arricchente. Vivono in un ambiente organizzato ma libero, in cui scelgono il lavoro che in quel momento la loro mente richiede. Si sentono considerate ma non pressate. E dimostrano che se lasciate libere di scegliere, non scelgono giocattoli che fanno di tutto ma il lavoro, semplice, manuale, pieno di vita. Non dobbiamo temere le loro scelte, poichè essi sanno scegliere il meglio se viene loro offerto. Addirittura mia figlia dice (ed è vero) che quando litiga con la sorella sale e sceglie un lavoro che le piace e si calma. Questo è il più bell’inno al lavoro che si possa immaginare. E’ proprio vero che il lavoro nobilita l’uomo!

Ecco le parole di Maria Montessori ne “ Il segreto dell’infanzia”

“E’ certo che per il bambino l’attitudine al lavoro rappresenta un istinto vitale, perchè senza lavoro non si può organizzare la personalità, dato che questa uscirebbe dai limiti normali della propria costruzione: l’uomo si costruisce lavorando. Nulla può sostituire la mancanza di lavoro: nè il benessere nè l’affetto”.

E ancora vi offro altre parole sul lavoro:

“La molla che li spinge all’azione è l’interesse, l’attrazione verso un particolare materiale o esercizio. L’interesse è la spinta per l’apprendimento”. Elena Balsamo, “Libertà e amore”

Immagine by Manuela Griso

Immagine by Manuela Griso

“Qualunque sia il lavoro che il bambino sceglie, purchè vi persista, è la stessa cosa. Poichè ciò che ha valore, non è il lavoro in sè, ma il lavoro come mezzo per la costruzione dell’uomo interiore”. Maria Montessori, “L’autoeducazione”

“Non è importante che nostro figlio si cimenti con i pezzi di un puzzle o che raccolga conchiglie sulla spiaggia, che impili i panni da stirare o che costruisca aeroplanini di carta, l’importante è che si concentri in ciò che fa e vi si perda. Il lavoro che si fa con entusiasmo, perchè corrisponde al proprio interesse,non solo non stanca, ma nutre, è cibo per lo spirito”. Elena Balsamo, “Libertà e amore”

Fate lavorare i Vostri bambini, offrite loro nutrimento non solo per il corpo ma anche e soprattutto per lo spirito. Lasciate libertà di scelta poichè un lavoro scelto sarà sicuramente un lavoro amato e l’amore è il miglior alimento che si possa mangiare.

Le mie bambine e Vivere Montessori sperano di avervi dato una visione più ampia dell’homeschooling e del lavoro!

Educatrice Manuela Griso

Educatrice Manuela Griso

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avatar Articolo scritto da Educatrice Manuela Griso il 17/02/2015
Categoria/e: Primo piano, Vivere Montessori.



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