Come creare un orto urbano

Gli orti urbani sono diventati, anche nel nostro Paese, una grande realtà. Si tratta di spazi verdi nei quali è possibile coltivare vari prodotti, contribuendo attivamente alla tutela ambientale e al miglioramento dello stile di vita. Gli orti urbani vengono dati in concessione dai Comuni ai cittadini che ne fanno richiesta; le pratiche burocratiche da espletare sono differenti secondo l’amministrazione alla quale ci si riferisce. In linea di massima, è necessario compilare un modulo che mira a valutare se sussistano, o meno, i requisiti per essere inseriti nelle liste d’attesa. Alcuni Comuni stabiliscono un tot di anni durante i quali l’orto è dato in gestione e il locatore deve provvedere a pagare una piccola rata, utile per far fronte alle spese vive; questa regola però non è valida in tutte le città.

Il fenomeno degli orti urbani interessa tutta Italia, dal nord al sud; in alcuni Comuni, coloro i quali hanno necessità di un aiuto per gestire il loro appezzamento possono darlo in usufrutto, ottenendo parte dei beni coltivati. Le motivazioni che spiegano il successo degli orti urbani sono molteplici; da un lato il crollo del potere d’acquisto e la disoccupazione dilagante e dall’altra la necessità di portare in tavola prodotti freschi e genuini.

Infatti, queste iniziative sono anche un modo semplice e comodo per garantirsi una spesa a chilometri zero durante tutto l’anno. Nei vari terreni la frutta e la verdura vengono coltivate seguendo l’alternarsi delle stagioni, poi vengono raccolte e consumate entro breve tempo. Ciò significa che si ha la certezza di consumare alimenti ricchi di proprietà nutrizionali che non hanno affrontato lunghi viaggi e non hanno subito nessun tipo di trattamento per la conservazione.

Gli orti urbani hanno tantissimi aspetti positivi infatti, la loro presenza serve a rendere il paesaggio meno alienante e più verde; inoltre, sono in grado di salvaguardare dei territori, spesso abbandonati, rendendoli rigogliosi. A guadagnarci, non sono esclusivamente i consumatori, ma anche l’ambiente e il paesaggio infatti, si riducono le emissioni dei mezzi di trasporto, si preserva la natura evitando che queste aree si trasformino in luoghi degradati.

Non di rado, queste realtà vengono organizzate e gestite da associazioni no profit che si occupano poi di gestire la distribuzione del ricavato. Gli orti urbani diventano così anche solidali e sono un’ottima occasione per stabilire dei rapporti umani. In alcuni centri, le amministrazioni stanno cercando di rendere il discorso sempre più approfondito, istituendo anche fattorie didattiche e centri nei quali poter mettere a frutto o imparare le tecniche di coltivazione.

Se non si riesce ad ottenere un appezzamento dal Comune, è possibile creare un piccolo orto urbano anche in balcone. Per riuscirci è necessario procurarsi dei vasi o delle cassette, come quella della frutta, da ricoprire con dei teloni in modo da poter sistemare la terra. Ora non resta che scegliere quali prodotti coltivare: pomodori, cavoli, agrumi o erbe aromatiche. Questa attività risulta estremamente rilassante ed appagante e può trasformarsi in un momento divertente anche per i bambini. Curare un piccolo orto significa diventare più responsabili, imparando il rispetto e l’amore nei confronti della natura.

Eleonora Casula

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avatar Articolo scritto da Eleonora Casula il 08/11/2013
Categoria/e: Mondo Biologico, Primo piano.



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