Parigi: il graffitismo diventa arte nell’effimero museo della Street Art

L’arte dei writers, più nota a tutti come graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull’espressione della propria creatività tramite interventi pittorici sul tessuto urbano.

Questi, però, vengono spesso considerati atti di vandalismo e vengono puniti secondo le leggi vigenti. Ricordiamo, per esempio, come a Milano due writer furono condannati a sei mesi e 20 giorni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’imbrattamento.

A fronte di tutto questo, allora, il sindaco del 13° arrondissement di Parigi, Jérôme Coumet, ha scelto un’altra strategia: trasformare questo fenomeno in risorsa.  Un intero palazzo, che a Novembre verrà demolito per far posto al nuovo progetto di edilizia popolare, è stato infatti interamente consegnato a 108 writers e artisti di strada, che nell’ultimo mese hanno trasformato l’edificio malridotto in un enorme museo effimero della Street Art.

Quest’evento ha riscontrato il favore e l’entusiasmo del pubblico, tanto che file chilometriche di persone per poter visionare queste meravigliose “opere d’arte” hanno dovuto aspettare ben sei ore di coda, compresa la moglie del Primo Ministro Ayrault e la candidata alle comunali di Parigi del centro-sinistra Anne Hidalgo.

L’esperimento fu iniziato tre anni fa, quando Coumet decise di far dipingere i muri dell’arrondissement dai più importanti esponenti della Street Art a livello internazionale. L’iniziativa raggiunse dimensioni talmente significative che l’amministrazione cominciò ad organizzare anche tour guidati tra i muri del quartiere, addirittura a bordo di una mongolfiera.

E così oggi si è deciso di organizzare il mese della Street Art, che terminerà con una grande asta di opere di artisti che provengono dal mondo dei graffiti e che nel frattempo stanno esponendo le loro opere direttamente dentro al palazzo del municipio.

Ma prima che tutto questo veda luce anche in Italia ci vorrà ancora molto tempo. Benchè l’Italia sia da sempre stata precursore dell’arte, non si è mai fermata a riflettere su quella che sia oggi l’arte contemporanea, ovvero l’arte di strada.

Proprio per questo motivo, Mehdi Ben Cheikh, che ha creato la prima galleria della Street Art nel 2004, spera che il nostro Paese se ne renda conto al più presto, perchè tra decide di anni potrebbe essere troppo tardi.

[fonte:corriere.it]

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Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 31/10/2013
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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