Rom: pregiudizi razziali infondati

 

Foto Antonello Zappadu

E’ caccia ai Rom. Le recenti notizie di cronaca e sopratutto il casodi Maria, la bambina greca bionda trovata in un campo rom fa scattare una imprevedibile ondata di razzismo.

Gli zingari sono un popolo nomade di antiche origini indiane, nei secoli i rom incontrano il gruppo etnico caucasico ed è storia che le maggiori comunità nomadi sono nell’Europa dell’Est dove non di rado diventano stanziali, ecco perchè non è difficile che tra gli zingari vi siano bambini ed adulti rossi o biondi, l’unica nota che gli contraddistingue è la parlata comune, la lingua Romanes o Romanì, anche se gli studi filologici e linguistici dimostrano che ogni comunità e talvolta persino ogni famiglia parla un Romanes con variazioni dovute probabilmente alle interferenze linguistiche dei luoghi dove essi vivono, così a popo a poco l’antica lingua di origine sanscrita diventa qualcosa di differenze senza mai perdere, però, la tipica cadenza melodiosa che non di rado si ascolta negli angoli delle strade di tutto il mondo.

Da sempre contro il popolo rom circolano assurde leggende metropolitane, su di loro pende non solo la “certezza popolare” di essere ladri di bambini ma anche quella nota ai più di possedere uno strano codice che indicherebbe l’appartamento svaligiato o da svaligiare. Pregiudizi razziali che continua e ai tempi del web 2.0 diventano infernali istigazioni al razzismo, non di rado infatti nei gruppi presenti in parecchi social network sembra partire una vera e propria “caccia al rom” in questi giorni il fenomeno è stato accentuato dal caso di Maria, la bambina rom con i capelli biondi trovata in un campo greco, e, da quel momento è un continuo segnalare ipotetici “bambini rubati” in mano a zingari di mezza Europa, a tal riguardo qualche giorno fa su The Guardian appare l’intervista a Filip Borev, poi ripresa dal blog la 27esima ora (Corriere della Sera) dove Borev, inglese di origine Romanì spiega come in Gran Bretagna e negli Stati Uniti capelli rossi o biondi siano tipici dei rom, ma quel che meglio spiega l’intervistato è il motivo per cui non è in base al colore dei capelli o ai tratti somatici che può essere fatto un “affido ai servizi sociali”. Anche in Irlanda nei giorni scorsi infatti una bimba dai capelli rossi è stata, insieme ad altri rom, sottoposta al test del DNA perchè si sospettava essere stata rapita.

Pregiudizi razziali basati, ahinoi, su teorie che sembrano spuntare dai testi di Lombroso.

La situazione poi è stata ampliata dai media che in questo periodo, in tutta Europa, “rincorrono” bambine e bambini scomparsi segnalati un po’ ovunque in campi rom, poi però dopo qualche giorno o ora arrivano le smentite, il paradigma razziale tardo ottocentesco fatto da aspetto fisico, caratteristiche somatiche non può più essere alla base della civile convivenza, e, come sottolinea Guido Barbujani, “Una bambina rom bionda è insolita, ma non più di uno svedese bruno come Ingemar Stenmark”.

Quel che accade in questi giorni invece pare essere il netto segnale di un ancora forte pregiudizio razziale e un probabile sostrato razzista presente, forse in maniera inconsapevole nei più.

Il popolo rom è vittima, quasi dimenticata, del Porajimos perpetrato dai nazisti che forse, in qualche modo hanno contribuito a far radicare lo stereotipo dello“ zingaro criminale incallito e irrecuperabile” , pochi forse sanno che il popolo rom ha messo al mondo alcuni dei migliori artisti i cui nomi mai vengono associati al termine “ladro” o “ruba bambini”: Yul Brynner, il calvo tenebroso di Hollywood, era uno zingaro, così come era rom la madre di Rita Hayworth. c’è chi dice che fosse zingaro lo stesso leader socialista spagnolo Felipe Gonzales.

Eleonora Casula

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avatar Articolo scritto da Eleonora Casula il 30/10/2013
Categoria/e: Popoli, Primo piano.



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