Intervista a Wandering Wil. Viaggiatore, Guru, Cantastorie

Un po’ di tempo fa mi sono imbattuta nella pagina facebook di Wandering Wil, lo conoscete?

Wil è un viaggiatore e il suo modo di raccontare il cammino mi ha affascinato e così ho iniziato a seguirlo, a seguire i suoi video, la pagina, il sito e il suo progetto: Sette Passi Intorno al Mondo che, come ci suggerisce lui stesso, è una storia di grandi viaggi, strani incontri e di una vita che cambiò per sempre.  Infine ho deciso di intervistarlo e di farvelo conoscere.

Come dicevo, Wil è fondamentalmente un viaggiatore che ha deciso di condividere la sua esperienza, ma non è un viaggiatore qualunque perché del viaggio ha fatto la sua ricerca, anzi, il suo strumento di ricerca.

Aprendo la pagina di Sette Passi, troverete questo incipit: “Esperto di domande senza risposta e balistica dei salti nel buio. Ex schiavo, ora scrittore. Di cosa non si sa perché non ha ancora cominciato”

Se poi avrete voglia di approfondire un po’ di più potrete trovare una mini biografia, sintetica, ma eloquente, che ce lo descrive così: Vagabondo professionista dal 2009. Esperto di domande senza risposta e di balistica dei salti nel buio, molla un lavoro tanto sicuro quanto avvilente per iniziare la ricerca della Felicità. Giro del mondo 2009-2010. Sudamerica e Ungheria 2011. India e Alpi 2012. Nord Europa 2013. Ex ingegnere, ex programmatore nomade, ora scrittore.” 

Durante un’ora abbondante e piacevole di intervista ho cercato di scoprire chi fosse Wil  e perché mai la sua pagina mi avesse tanto attratto. Un viaggiatore, un viaggiatore in solitaria che ha iniziato il suo cammino nel 2009 e che racconta la sua esperienza facendone spunto di condivisione e di ispirazione per chi lo segue, sempre pronto a dare consigli su come viaggiare e come affrontare l’idea di cambiare vita, che viaggia nel totale rispetto dell’ambiente che lo circonda e delle popolazioni locali.

La prima ovvia domanda è stata: Come mai hai deciso di viaggiare da solo Wil?

“ perché è più intenso, è pericoloso per chi non sa  gestire la negatività dell’esser  da solo e a volte è difficile, ma quando arrivi a certi risultati, quando scopri qualcosa, è tuo. Non sei “distratto” dal rapporto con l’altro, una distrazione che ti toglie delle energie e ti rallenta nell’andare in profondità con te stesso”

Cosa significa per te essere “da solo”?

“Essere da soli ha a che fare sia con il contatto con se stessi, sia con quello che è al di fuori di noi. Un certo tipo di solitudine fa riemergere l’attenzione per i bisogni primari, intesi nel senso più nobile e questi bisogni ci riavvicinano alla nostra essenza, in questo modo possiamo essere realmente più presenti a noi stessi ed ogni cosa acquista di valore e  intensità”

Parlando con il protagonista di Sette Passi scopro i motivi per cui mi aveva affascinato, per cui mi è venuta voglia di intervistarlo e presentarvelo, c’è qualcosa di poetico nel suo cammino, qualcosa di profondo nel suo coraggio, qualcosa di epico nel modo in cui si descrive e descrive, ma soprattutto ho visto la scelta etica di un uomo che ha deciso di mettere la sua esperienza in gioco, non per cercare seguaci, ma per porsi come termine di paragone nel rispetto di tutte le scelte  e di tutte le strade.

Pensavo che mi avrebbe avvolto con racconti di viaggio, ma invece mi sorprende con riflessioni sulla consapevolezza, sui vari livelli di consapevolezza etica ed ambientale che ha trovato in giro per il mondo.

“Il male è nel proseguimento del profitto fine a se stesso, sta distruggendo i popoli e la terra e sta rallentando il progresso. Credo nel risveglio delle coscienze, nel poter combattere per una causa. Inizialmente sei da solo, ma poi, quando fai il salto e sei dall’altra parte, trovi un sacco di gente. Non serve a niente scoprire una cosa bella se non puoi condividerla. Io mi sono sentito solo quando ho preso questa decisione, non voglio che qualcun altro si senta solo”.

Nel percorso “solitario” di Wil c’è la voglia di combattere la solitudine dei “diversi”, di chi lotta ogni giorno per quello in cui crede, di chi sogna, a pieno diritto, in un mondo migliore. Un mondo che , a parer mio, si costruisce proprio a partire da persone così, che hanno voglia e coraggio di dimostrare a tutti, non con le parole, ma con i fatti, che una scelta diversa è possibile.

Per concludere ho chiesto a questo guru nomade e digitale, dove nella parola guru esprimo tutto il rispetto per chi mette la sua esperienza al servizio di tutti, senza giudizio e/o desiderio di proselitismo, ma solo con la fermezza ed il coraggio di chi crede nelle sue scelte, di salutarmi con un augurio: “Auguro chiarezza, forza di volontà e silenzio. C’è molto rumore che arriva dalle aspettative e dal contorno e quando mi sono trovato in mezzo al silenzio mi sono finalmente sentito”

Wandering Wil:  https://www.facebook.com/WanderingWilhttp://wanderingwil.com/

                                       

 

 

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 26/10/2013
Categoria/e: Interviste, Interviste, Primo piano.



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