Yin e Yang: la difficoltà che diventa opportunità

Sono sempre stata uno spirito libero, fin da piccola. Quando alle elementari la lavagna veniva divisa a metà tra buoni e cattivi, ho sempre pensato che leggere il mio nome tra i cattivi almeno una volta mi avrebbe fatto piacere. Non è mai successo, forse perché mia madre era una maestra o forse perché scrivere i nomi alla lavagna era quasi sempre compito mio.

Ora che sono insegnante condivido le parole di Erich Fromm: “La libertà rappresenta la capacità di disubbidire. La libertà e la capacità di disubbidire sono inseparabili”.

E amo quelle di Farida Wolf: “Sii tutto ciò che vuoi essere. E cerca di volere tutto ciò che sei veramente”.

Girl jumping with rose petals in air

Ma per arrivare a questo bisogna imparare “a pulsare”, a lasciarsi attraversare dagli opposti per imparare quello che hanno da insegnarci.
Ogni vita è scandita da un continuo e ritmato allargarsi e restringersi: quando il cuore si riempie di sangue, si allarga e al momento della contrazione si restringe; i polmoni si riempiono d’aria allargandosi e la espellono stringendosi.
Troviamo questi due movimenti dappertutto in natura, nelle stagioni, negli orari, nelle età dell’uomo, nell’evoluzione dei paesi e delle culture, nelle relazioni sociali ed emozionali.

Gli antichi taoisti chiamarono il “battito vitale e universale” Tao nella sua globalitá e YinYang nel particolare. Partirono dall’idea che il cielo equivale allo Yang e la terra allo Yin.

Anticamente il cielo veniva immaginato come uno spazio rotondo, che da orizzonte a orizzonte, chiudeva in sé la terra piatta, simboleggiata nella scrittura tradizionale con una linea continua. L’allargarsi quindi, fu definito Yang, mentre il restringersi Yin.
La posizione inferiore fu definita Yin, perché ricorda la terra, che rinchiude il seme pronto per germogliare ed allargarsi, simboleggiata nella scrittura tradizionale con una linea interrotta.
La posizione superiore fu invece definita Yang, perché il cielo è in alto e per “toccarlo” dobbiamo allungarci.
Lo Yin descrive quindi in posizione statica la chiusura, mentre quando è in movimento si allarga. Lo Yang invece è largo da fermo e in movimento si restringe e si allunga. Perciò ogni elemento Yin o Yang si spiega di nuovo con un’altra coppia YinYang.

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Solo l’insieme di YinYang produce un’unità, così se definiamo Yin ciò che è abbinato alla sinistra, il suo movimento è verso destra (in senso orario), mentre se Yang viene collegato alla destra, il suo movimento è verso sinistra (in senso antiorario).

La filosofia contrappone tutti i vari aspetti:
– Yin è tutto ciò che è oscuro, quindi il buio, la notte e la luna, che è freddo, calmo, a riposo, che scende, interno, che diminuisce, che è ricettivo e quindi l’elemento femminile e la terra, ecc.
– È Yang tutto ciò che è luminoso, quindi la luce, il giorno e il sole, il caldo, l’attività e il movimento, che sale, l’esterno, che aumenta, che espande e quindi l’elemento maschile, il cielo, ecc.
In questo dualismo possiamo comprendere tutti gli aspetti del mondo manifesto e del mondo dell’interiorità, il “non manifesto”.

L’ideogramma della scrittura cinese che esprime “Yin/Yang” indica le parti al sole e all’ombra di una collina, a raffigurare i due aspetti opposti ma di un unico elemento a simboleggiare un’unità a noi sconosciuta. Questo concetto è importantissimo ed intrinseco in tutta la filosofia orientale, gli opposti esistono e vanno accettati “come i due lati della stessa medaglia”, o meglio gli opposti non esistono in quanto considerati “complementari”.

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Yin e Yang si manifestano dappertutto fuorché al centro dell’essere, nella sede dell’equilibrio perfetto, là dove il futuro diventa passato.
Quando uno dei due poli arriva al culmine della sua parabola, sempre, dà origine alla formazione del suo opposto. È per questo che la notte si trasforma in giorno, l’estate in inverno, il freddo in caldo, il buio nella luce e la luce nel buio, la fatica in riposo, la salute in malattia e poi ancora in salute, la felicità in tristezza e la tristezza in felicità, la ricchezza in povertà e la povertà in ricchezza e così via sino alla vita e alla morte. In questo mondo della relatività tutto cambia sempre, tutto è in costante movimento. La vita stessa é movimento e cambiamento.

Anche il Buddha lo diceva: “In questo mondo, una sola cosa è costante, il cambiamento!
Yin genera Yang e Yang produce Yin, non c’è mai un momento di quiete.
Nel ciclo dell’anno una stagione segue l’altra: il piccolo Yang, la primavera, anticipa e cede il posto al grande Yang, l’estate. A questo segue il piccolo Yin, l’autunno e a questo l’inverno, il grande Yin.
La stessa vita umana segue un circuito analogo: nascita – infanzia e giovinezza – età adulta – vecchiaia – morte – nascita – giovinezza…
Alla notte (grande Yin) segue il mattino (piccolo Yang), a questo il giorno (grande Yang), poi di nuovo la sera (piccolo Yin) e così via.
“Quando Yin e Yang sono al loro massimo, portano già in sé il seme del loro opposto”.
Inoltre “Quando la notte é più profonda il giorno é più vicino”.
Questo significa che nella fase alta dello Yang é già contenuto lo Yin (e viceversa).
Ovvero: quando qualcosa ha raggiunto il suo apice, ha già In sé inevitabilmente i presupposti del proprio tramonto. Per questo nel simbolo YinYang, ogni superficie grande, bianca o nera, contiene un piccolo seme di colore opposto.

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Il celebre diagramma del Tai Chi, il Taijotu, trova diverse traduzioni quali Supremo Ultimo, il Supremo Culmine (dalla trave di colmo dei tetti) o Suprema Entità. Intende mostrare l’unione dello Yin e dello Yang.
Iniziamo dal cerchio, simbolo dell’infinito, non si sa dove inizi o dove finisca, rappresenta i cicli della natura, gli eventi che ritornano, i corsi e ricorsi della storia, la perfezione ed in questo caso la perfetta unità di due parti contrapposte.
L’unità del cerchio racchiude due parti simmetriche, l’una chiara (Yang) e l’altra scura (Yin), divise a metà da una linea serpeggiante, formata da due semicirconferenze, aventi ciascuna il diametro uguale alla metà del cerchio maggiore, determinano che la lunghezza della linea di separazione è identica alla semicirconferenza del cerchio maggiore e rappresenta il rapporto dinamico fra le qualità, energia vitale allo stato puro, che non è né positiva né negativa ma il centro esatto della bilancia. L’energia non è né Yin né Yang e tuttavia partecipa di entrambe le qualità, perché senza questa linea non esisterebbe nemmeno la forma. È senza dimensione, infinitamente “sottile” e si prolunga all’infinito: rappresenta l’onda energetica vitale che passa attraverso tutte le cose.
È la rappresentazione bidimensionale della spirale.

Essendo per sua natura in movimento, la spirale rappresenta la vita. Può avere un movimento d’onda di apertura e un movimento d’onda di chiusura.
Viviamo un movimento d’onda di chiusura quando ci ripieghiamo su noi stessi, crediamo di aver fallito o perdiamo la fiducia: in questo modo interrompiamo il flusso energetico dentro di noi.
Viviamo un movimento d’onda di apertura quando ci sentiamo liberi, contenti, ottimisti in questo caso la nostra esperienza costituirà qualcosa da cui imparare e da cui acquistare una nuova prospettiva.

La lingua cinese ci offre un bellissimo esempio di onda d’apertura e di chiusura, proprio con la stessa parola “crisi”, costituita da due ideogrammi: wei e ji.
Il significato di wei è “problema” o “minaccia”, mentre ji significa “opportunità”.
Qual è il significato che scelgo quando affronto una crisi?
Il greco krisis deriva dal verbo krinen che significa “separare”, “decidere”.
Quindi nella crisi sono chiamato a scegliere ed è proprio così che faccio chiarezza.
La crisi mi dà l’opportunità di rompere uno schema reiterato e mi fa porre nuove domande per allenarmi a trovare nuove soluzioni.

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Anche il percorso della vita è simile a una spirale: si passa dallo stesso punto più e più volte, sempre da una nuova prospettiva.
Viviamo delle esperienze, andiamo avanti e poi ritroviamo qualcosa che ha la stessa essenza di ciò che abbiamo già incontrato, con spessore e colori diversi, che ci permette di attingere a nuove risorse, sempre più sottili.
La spirale ci offre un processo sperimentale perché si espande riflettendo il dipanarsi delle esperienze, grazie alle quali creiamo una nuova onda di spirale.
Non è possibile vedere l’onda successiva prima di arrivarci, ma è possibile assaporare il “qui e ora” di ogni istante che ci regala.

All’origine della spirale c’è l’onda che ne costituisce il fulcro, la nota d’inizio, l’ispirazione, che dà la forza propulsiva necessaria ad avviare il movimento di tutta la spirale stessa.

Emozione ed intenzione generano il desiderio, che è il carburante necessario per azionare e mantenere in seguito il movimento di espansione della spirale.
In ogni onda, a partire dalla prima, sono impresse le emozioni e le intenzioni che hanno dato vita al tuo desiderio: dalle preferenze di vita che ti hanno portato a sceglierlo, al tuo senso di benessere nel sognarlo, fino a farlo diventare una presenza costante nella tua vita e una parte di te, prima ancora di vederne la manifestazione fisica.
Questo significa azionare la spirale e lasciarla espandere, fino a che non noti neanche più la differenza tra la tua realtà attuale e quella del desiderio, perché si sono talmente fuse che ti senti e vedi già proiettato nell’immagine del desiderio soddisfatto.
Puoi creare una spirale per ogni tuo desiderio e aggiungere via via emozioni, parole, suoni, colori e immagini che senti crescere in te ogni giorno, sognando il tuo mondo.
La spirale sei tu e puoi godere di tutti i preziosissimi momenti che vivi in ogni onda: la spirale è il viaggio verso te stesso e i tuoi desideri.

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Se il tuo scopo è solo quello di vedere realizzati i tuoi desideri, ma senza divertirti durante il viaggio, resterai deluso, perché la manifestazione fisica dei tuoi desideri è solo l’ultimo tassello di un meraviglioso puzzle.
Visto che il viaggio dura quasi tutto il tempo per la maggior parte del tempo saresti dove non vuoi essere!
Quando avvertiamo l’esigenza di essere da qualche altra parte rispetto a dove siamo, esercitiamo una profonda resistenza nei confronti del luogo in cui ci troviamo adesso, iniziando a remare controcorrente. Nella convinzione di doverci affrettare a raggiungere un posto migliore, non teniamo conto della forza della corrente, della sua velocità e della sua promessa e siamo orientati nella direzione opposta a ciò che siamo veramente e a tutto ciò che siamo diventati.

Il viaggio è il senso della vita.

Vivere significa assaporare ogni istante perché ogni momento costituisce il gradino di una scala che, se iniziamo a salire, ci conduce sempre più vicino a chi siamo veramente, svelandoci sempre più la nostra meraviglia.
Anche quando scendiamo la scala stiamo vivendo degli attimi importanti, perché andando giù conosciamo quello che si cela nelle nostre terre sconosciute, e iniziando a comprenderlo, possiamo anche trasformarlo.
Tutti i momenti sono perfetti perché hanno il potere, se noi glielo permettiamo, di svelarci il senso di ogni passo e la capacità di condurci a quello successivo, in una continua spirale il cui unico scopo è l’evoluzione.

Chiara Benini

Bibliografia
“Pensare Yin essere Yang eBook”, Patricia Müller,
“I 5 elementi e i 12 meridiani”, Wilfried Rappenecker, Edizioni Mediterranee
Huangdi Neijing Suwen. Le domande semplici dell’imperatore giallo
a cura di C. Larre,E. Rochat De La Vallée
Manuale di aromaterapia“, R. Tisserand, edizioni Mediterranee
La spirale delle emozioni“, Elena Puntaroli, Anima Edizioni
“Macrobiotica”, Bruno Sangiovanni, Franco Angeli Editore

Chiara Benini

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avatar Articolo scritto da Chiara Benini il 03/09/2015
Categoria/e: Chicche di Yoga, Primo piano.

Chiara Benini, educatrice di Asilo Nido, insegnante di yoga, di pilates e di danza moderna per bambini. Quello che cerca di insegnare a tutti i suoi allievi è ad aprire il proprio cuore perchè quando il cuore è aperto tutti i luoghi sono "casa" e tutte le persone sono "amici". Su Eticamente cura la rubrica "Chicche di Yoga".

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