Suicidi: quali sono le cause

Ultimamente nei telegiornali  si sente molto, troppo spesso che qualcuno si è tolto la vita. Lo fanno nei modi più disperati: chi si avvelena, chi si spara, chi cerca altre vie per raggiungere tale scopo.

Le ragioni di queste azioni tremende possono essere tantissime: dal fallimento personale e lavorativo,  alla perdita del lavoro, perdita di denaro (anche grandi somme), fino alla perdita della persona amata. Ma la vera motivazione è la disperazione.

C’è qualcosa che ti spinge a vedere tutto  nero, tutto senza soluzione e non trovi nessun motivo valido a continuare a tenere duro e proseguire la tua vita, e ti chiedi se la soluzione a tutto  sia farla finita. Profonde depressioni, non riconosciute come tali, tristezza e malumore sono concause di questa piaga.

I metodi che portano a compimento  di tale atto sono diversi per gli uomini  che tendono a fare atti eclatanti, dall’usare armi o causare incidenti  con la macchina; le donne invece optano per azioni meno invasive o dolorose, come tagliarsi le vene o usare  i farmaci in dosi massicce, o ancora avvelenarsi col monossido di carbonio.

Un’altra interpretazione psicologica vuole il gesto del suicidio, specie se mosso da rabbia e una forte delusione, come un vero e proprio grido d’aiuto, visto che non riesce ad attrarre l’attenzione su di se ed è incapace di alleviare la propria sofferenza, e che in tal modo compie un gesto estremo ed è  rivolto a chi non ha compreso realmente il suo stato di dolore  e/o non ha fatto nulla per alleviarla o ne è addirittura causa dal suo punto di vista (abbandono del partner, perdita degli amici ecc.).

Riconoscere un aspirante suicida non è facile, perchè chi ha intenzione di mettere in atto questi tremendi propositi lo fa con l’accortezza di non venire scoperto.

Se posso darvi un consiglio, abbiate cura dei vostri cari e dei vostri amici: se notate in loro comportamenti strani, la tendenza a stare da soli, profonda tristezza, tendetegli una mano. A volte basta poco per far desistere una persona dal gesto estremo. Può bastare anche un “che succede? Ti vedo strano…” per lanciare un piccolo salvagente…

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Marina Cau

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avatar Articolo scritto da Marina Cau il 08/08/2013
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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