E’ stato riconosciuto colpevole il Ministero della Salute per la morte di una bambina pesarese di 4 mesi morta il 7 Febbraio del 2003 dopo che era stata vaccinata.

Il giudice ha riconosciuto la correlazione tra il vaccino esavalente a fatto dalla piccola e la sua terribile morte. La sentenza è stata emessa dal giudice del lavoro Vincenzo Pio Baldi.

Il maxi risarcimento ammonta a  200mila euro, più un vitalizio di circa 700 euro al mese, più un ulteriore indennizzo ancora da quantificare, oltre agli arretrati calcolati dalla vaccinazione ad oggi.  Tantissimi soldi, ma mai abbastanza per colmare una così terribile perdita.

I genitori, lui rappresentante e lei impiegata, padre e madre di altri due figli, si rivolsero subito dopo la morte della piccola ad un avvocato, ed è proprio lui a parlare dell’intera vicenda.

L’avvocato esperto di diritto sanitario minorile, Luca Ventaloro spiega: «La bambina iniziò ad accusare molto presto una serie di sintomi collegati alla vaccinazione. Dolori articolari continui, totale inappetenza, sovvertimento del ritmo sonno veglia ecc. La morte colse una sera di febbraio del 2003 la bambina nel sonno, e l’autopsia stabilì che la causa finale era stata una polmonite interstiziale. Il vaccino esavalente era stato composto da antipolio, una difto-tetanica, anti epatite B, anti-pertosse e antiemofilo. Vinta la causa con il Ministero faremo la causa civile anche all’Asur di Pesaro».

I RISARCIMENTI per morte da vaccino fanno capo alla nota legge numero 210 del 1992, che riguarda appunto l’indennizzo «a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni». Gli indennizzi previsti dalla presente legge sono corrisposti dal Ministero della Sanità.

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