Diecimila oche uccise per evitare incidenti all’aeroporto

Siamo alla seconda mattanza di oche, l’anno scorso furono abbattuti 5.000 esemplari, ma grazie alla causa legale presentata da un gruppo animalista la strage si era fermata. Questa volta però non c’è molta speranza, verranno gassate 10.000 oche entro questa settimana nel raggio di 20 Km dall’aeroporto di Schiphol, ad Amsterdam.

Purtroppo la decisione è stata presa dal governo olandese e autorizzata dal tribunale dei Paesi Bassi.

Il gruppo animalista Fauna Bescherming però ancora non si arrende, e già nei mesi scorsi ha presentato ricorso legale contro questa insensata strage di volatili. E propone nuove soluzioni, meno drastiche come quelle che hanno adottato altri paesi, altri aeroporti come quello di Heathrow, dove intorno alle piste non viene tagliata l’erba così i volatili non trovano cibo e vanno a nidificare altrove. Oppure come altri aeroporti dove hanno installato sistemi rada tecnologicamente avanzati per permettere agli aerei di evitare tempestivamente degli stormi di uccelli. Speriamo non si arrendano e che riescano a fermare questa strage, perchè non è giusto sterminare 10.000 oche per permettere all’uomo di volare.

E con le lacrime agli occhi vi consiglio la storia dell’ultimo volo di mamma oca e della sua piccola ochetta.

Strage di oche aeroporto Amsterdam: storia dell’ultimo volo

Abbiamo perso, figlia mia.
Il tribunale ha deciso che sì, uccidere diecimila oche è legale.
Perché per il governo degli umani il loro volo è più importante del nostro.
E delle nostre vite.
No, non piangere, piccola.
No, non sprecare le tue lacrime per ciò che non ti appartiene.
No, non lo meritano.
In fondo lo sapevo.
Anche tuo padre, che il sole e la luna l’abbiano in gloria.
E anche tu.
Noi non siamo qui per sempre.
Sempre è male, diceva papà, ricordi?
Per sempre non è perfetto, non potrebbe mai esserlo, neppure se fosse la cosa migliore del mondo, quel sempre.
Qui e ora, e mai più.
Questa è la perfezione.
La ripetizione non fa altro che sbiadire le meraviglie di questo mondo ed è solo quell’ottusa incapacità a liberarsi delle abitudini a mozzare le ali degli attimi unici.
E che cos’è la vita, la nostra come quella di tutti, se non un’indefinita successione di attimi unici?
Indefinita, non infinita, altrimenti tutto diverrebbe scontato e banale.
Tu non sei banale, mia cara.
Apprezzalo, amalo, abbraccialo questo dono.
Tanti lo sono e non possono far niente per evitarlo.
E la banalità non è una questione di natura, non sentirti in colpa con il resto del mondo, poiché ciascuna creatura su questo pianeta gode di quel medesimo magnifico regalo che è nascere speciali, insieme a una scatola ricolma di palline, ognuna con un numero, ciascuna con una strada, tutte con una singola e distinta scelta.
La mediocrità, la pusillanimità, un’esistenza con il capo chino, si scelgono, si scelgono sempre, laddove li si preferiscano a vivere la propria esistenza per quello che è.
Un’indefinita successione di attimi unici.
O uno straordinario dono.
Leggi allo stesso modo, a seconda del suono che preferisci.
Anima mia, so bene che spesso, come accadrà domani, saranno le scelte di altri a decretare la nostra sorte.
Altri che tutto sono tranne le supreme creature che presumono di essere.
So bene che, il più delle volte, il nostro viaggio sia interrotto dalla stoltezza del prossimo piuttosto che innalzato dalla loro genialità.
Tuttavia, questo non può e non deve impedirti di godere di quel che hai, ora.
In questo irripetibile istante.
Abbiamo perso, figlia mia.
Il tribunale degli umani ha deciso che uccidere diecimila di noi sia lecito.
Malgrado ciò, adesso, in questo magico momento, tu ed io siamo vive.
Tu ed io siamo libere.
Tu ed io abbiamo vinto la vita che amiamo.
Voliamo insieme via da qui, senza guardarci indietro.
E quando saremo in alto, al di sopra delle più lontane tra le nuvole, e osserverai quel pulviscolo che si erge a sovrano della terra, saprai che ora è infinitamente meglio di sempre.
Perché l’ora è il dono migliore che hai.

Alessandro Ghebreigziabiher

Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 28/05/2013
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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